Bellissima serata. Ancora più bella se si ripensa al precampionato. Con diversi protagonisti che vale la pena di confrontare.

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Lichtsteiner e il passato

Il primo è Stephan Lichtsteiner. Alla Juve ha avuto modo di assaporare le vittorie, le prestazioni spumeggianti, quel livello calcistico che a Roma, ci perdoneranno, non poteva certo raggiungere. Grazie al supporto di Antonio Conte col quale condivide una spasmodica voglia di lottare e correre.

Al momento del cambio il bianconero saluta i tifosi e alza il pugno. Quattro volte, in realtà di più, ma il pugno al cielo simboleggiava un dominio assoluto “in casa loro”. Ha un passato nella Lazio, ma per quale motivo non doveva festeggiare visto che da ormai 3 anni veste bianconero con cui ha vinto già quanto la Lazio ha vinto nel corso di tutta la sua storia (almeno restando agli scudetti)?

Non ha insultato nessuno, ha solo esultato: la differenza in Italia è sempre nascosta o evidenziata solo quando fa comodo. Ci dispiace anche per Pino Insegno, ma godiamo più di Lichsteiner a vedere un protagonista della serata festeggiare con noi. E questo perché è giusto proprio così nel rispetto di noi tifosi bianconeri.

Lotito e l’incasso

Che si tenga l’incasso, anzi no: ci vediamo in Tribunale. Latino o non latino, la Juve le ha suonate per benino a un Presidente a cui troppa luce sta dando alla testa. Si plachi i bollenti spiriti, riassesti il bilancio di questa ultima campagna acquisti, e compri una seconda punta degna del campionato che la Lazio vorrà fare.

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Per il resto, con tutti i favori del caso, con l’appoggio allucinante della Lega, giocare all’Olimpico è servito meno di quanto pensasse: solo a rendere più amara la sconfitta e forse a caricare maggiormente la squadra juventina. A posteriori, un grazie Presidente.

Petkovic e Klose: qualcuno mente

“La Juve è stata furba, noi un po’ naif”. E chi lo capisce? Parole e musica di Petkovic, il significato è roba da tralasciare a Discovery Channel. Sappiamo solo che Petkovic è un abile stratega e un buonissimo allenatore, ma per sua sfortuna di è trovato di fronte il più bravo, il migliore e la sua idea di 4-5-1 o di 4-1-4-1 è naufragata. Che vuol dire furba? E che vuol dire naif? Nei campetti di periferia si userebbero parole come “maliziosa” e “polli”, ma lasciamo stare. Ci fidiamo della buona fede di Petkovic, perché appena un anno fa quel “furba” fu usato dai napoletani per giustificare una mazzata ancora più pesante di questa.

Ci sarebbe da prendere a esempio il gesto di Klose. Mentre Gigi Buffon alzava il trofeo, lui da lontano ha applaudito. Tanto di cappello a uno straordinario 35enne che Moggi cercò a suo tempo di prendere per sostituire Trezeguet. Tanto di cappello perché in quell’applauso c’è tutto lo strapotere della Juve e l’atteggiamento civile di chi dovrebbe sempre rispettare il verdetto del campo.

Lazio e Napoli: trova le differenze

Infine, complimenti alla Lazio per aver tenuto alto il livello di dignità dell’Italia. Appena un anno fa una certa squadra compì un gesto ignobile su cui pochi giornalisti avevano affondato come avrebbero dovuto fare. Serve rispetto per l’avversario, per il campo, per gli organizzatori.

Stavolta la medaglia del secondo posto è stata regolarmente consegnata. In fondo secondi non piace a nessuno, ma è sempre un buon piazzamento. Essere più forti, schiantare l’avversario, non è certo una colpa, solo un merito. Così chi ha visto dall’estero la partita (un buon numero) ha potuto apprezzare che in Italia qualcosa da salvare c’è ancora.

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