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De Laurentiis: ci risiamo!

Che mercoledì amaro. Sicuramente non lo ripeteranno più. E pensare che De Laurentiis l’aveva detto ad agosto: “siete delle merde, voglio tornare a fare cinema”. Mai che rispettasse le promesse.

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La maschera da leone di Inler, inseguito e strappato alla Juve sol perché la Juve intanto aveva trovato Vidal (pagato, ma non lo dite a De Laurentiis, molto molto meno dello svizzero), è solo una maschera appunto. Nella realtà i leoni dello scorso anno non ci sono più. E se ci sono appaiono comunque in rare occasioni.

Nella vita, e nel calcio questa regola viene drammaticamente amplificata, ripetersi è sempre difficile. Ed è l’unica cosa che conta se vuoi appropriarti di alcuni aggettivi. Aggettivi che hanno dentro un significato troppo grande per poterlo ignorare.

Campione, dirigente, onesto, leale, vincente, intelligente… non ci crede più nessuno all’estero. E noi diamo loro in pasto tutte le occasioni per confermare questa non-credenza. Di fatto, siamo noi stessi il problema del calcio italiano.

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Guarda De Laurentiis e non ci capisci nulla. In Champions con onore e merito, eppure  in campionato il Napoli è lontano parente di quello dello scorso anno. Reggere a livello caratteriale il doppio impegno non è mai facile. Gli errori dirigenziali sono più che evidenti: forse non serviva proprio Inler, forse non serviva cedere Pazienza, forse serviva proprio Criscito, forse serviva un attaccante vero in sostituzione di Cavani che non può giocarle tutte né può replicare l’annata bestiale dello scorso anno. Di certo non serviva Vargas, ora e soprattutto non è stato richiesto da Mazzarri. Mazzarri che non riesce più a dare equilibrio al suo Napoli cui rimane la ferocia e il contropiede. Non bastevoli quest’anno.

Guarda De Laurentiis e vedi come non esiste in Italia l’ammissione di responsabilità. Quando le cose vanno bene è merito tuo, quando le cose vanno male è sempre colpa degli altri. E c’è sempre qualcuno cui dare la colpa: gli arbitri, i dirigenti avversari, chi stila i calendari, chi manda la squadra in campo, chi scrive sui giornali, perfino gli stessi tifosi che si chiedono perché il Napoli stenti così in campionato.

Concetto adorato a Milano, e adesso pure a Napoli vista la strettanza di rapporti.

Quindi ieri non è stata colpa di Lavezzi e Hamsik e di Inler ampiamente bocciati in campo, né merito del Cesena aver eretto la solita ammucchiata davanti a un Antonioli comunque incerto. Già la Juve era stata costretta a rivolgersi a un superMarchisio per aver la meglio sui bianconeri meno famosi (o all’accordo famoso fra Vidal che non guardava e Rodriguez che non parlava), e quindi il pareggio di ieri ci sta. Se non segna Cavani e non si trova il gol da fuori, questo Napoli stenta. Ne sappiamo molto noi bianconeri con Iaquinta e Amauri.

Gli arbitraggi sono sempre quelli in Italia: favoriscono chi devono favorire e poi la polemica è sempre rivolta contro la Juve. E’ un classico, ci siamo abituati. Solo che quel maledetto Conte proprio non ci sta a perdere… e questo a Milano e Napoli dà molto fastidio. Intanto si accordano già per rinviare la partita di domenica, per arrivare freschi in Coppa Italia. Auguri a tutti e due. Di vero cuore. Sincero.

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