De Laurentiis è uno di quei personaggi strani. Arrivato al calcio per mezzo del cinema ha confuso, ormai da tempo, realtà e finzione. E’ protagonista di camaleontiche interviste alla stampa: oggi una cosa, domani l’esatto opposto, oggi una critica feroce e maligni pensieri, domani l’apologia dell’onestà e del calcio pulito.

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La sua idea di pulizia è quanto meno ambigua. De facto il calcio è pulito la domenica in cui il Napoli vince e riceve regali dagli arbitri. Il calcio diventa sporco e il Napoli diventa un attore scomodo quando la squadra di Mazzarri non riesce a vincere per qualsivoglia motivo. Insomma, scuola Moratti, da cui peraltro sembrano discendere le dichiarazioni del tecnico ex-Reggina ed ex-Samp, posto che Mazzarri ha tanto merito in questi 62 punti.

Due settimane di intensi piagnistei degni del miglior Roberto Mancini, cioè quando la squadra era oggettivamente scarica e piuttosto molle, hanno risolto una brutta situazione pochi giorni fa contro il Parma.

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A sorprendere sono i salti mortali per giustificare un’arroganza da bambino antipatico. Si piange per elemosinare regali e vantaggi, si applaudono arbitri e dirigenti quando questi vantaggi e regali arrivano. In barba alla coerenza e in barba a un minimo di dignità intellettuale che imporrebbe un certo stile e ben altro tipo di dichiarazioni.

Si possono avere i soldi, ma la classe della vittoria è un privilegio riservato a pochi. Non certo a De Laurentiis al quale auguro comunque di vincere il campionato. Sarebbe l’unica cosa corretta in anni di calcio. Disse infatti De Laurentiis che dopo Calciopoli c’è spazio per tutti, salvo che i fatti non trovano alcuna corrispondenza con un concetto fantomatico e ridicolo. Il Torneo Aziendale organizzato da Moratti e Tronchetti Provera ha inizio con la clausola che può vincere solo la Seconda Squadra di Milano. Quest’anno va in scena, almeno sembra, un campionato talmente modesto e di basso livello (vedi media punti e vedi figuracce europee, Juve in testa) che Berlusconi ha deciso di vincerlo per mettere in campo una campagna elettorale più concreta nel tentativo di far abboccare il popolino italiano.

Ecco la dichiarazione di Lotito cui difficilmente si può dar torto, visto che è l’unico reale protagonista del dopo Calciopoli (con Coppa Italia e Supercoppa Italiana):

Sono orgoglioso della squadra, noi i risultati siamo abituati a farli sul campo in modo meritato. in questa partita alcune situazioni ci hanno penalizzato enormemente e che avrebbero determinato un risultato diverso.

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