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De Laurentiis: strano concetto di grandezza

Strano concetto quello di De Laurentiis. Il Presidente del Napoli è sempre protagonista di curiose dichiarazioni.

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Fermo restando gli ampi meriti di un Napoli tornato grande grazie all’immane lavoro di Pierpaolo Marino, mai ringraziato a dovere, ora ci si trova davanti a quella che potrebbe sembrare un ridimensionamento.

L’exploit che ha portato il terzo posto rischia di rimanere, appunto, un exploit. Confermarsi, sebbene a un livello modesto come quello italiano, è sempre difficile e presuppone un progetto a lungo termine. Tale progetto a lungo termine non può prescindere da certe pedine, pressoché fondamentali.

Facili i nomi: Cavani, Lavezzi, Hamsik.

Quest’ultimo si è reso protagonista della classica operazione sporca, in linea con Galliani e soprattutto Raiola. Da ricordare che Moggi è stato portato in Tribunale per violenza privata a causa di un diverbio con due giovani bianconeri. Invece, qui si parla di strategia e di grande esperienza. La coerenza è, al solito, un optional.

Il problema è De Laurentiis che probabilmente sarà costretto a cederlo e non certo a 40 milioni di euro, ma più semplicemente a una 20ina, forse anche meno se il Milan inserirà una pedina gradita a Mazzarri.

Il problema vero, comunque, rimane un concetto che di per sé è valoroso, ma nella pratica risulta disastroso:

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  1. Criscito è evaporato per una offerta indecente (al ribasso);
  2. Inler ha preferito (preferisce/preferirebbe) il bianconero alla maglia azzurra del Napoli (ma finirà per accettare il contratto di De Laurentiis, a meno che Pozzo non contro-offra un piccolo aumento di ingaggio);
  3. Vidal è attratto da ben altre mete;
  4. Rosati sta sfumando a causa di un ingaggio poco gradito.

E la lista, stando agli uomini mercato vicini al Napoli, è ancora più lunga.

La cosa che più stupisce è l’atteggiamento di De Laurentiis, che si sente grande quando deve vendere e piccolo quando deve comprare.

Il tetto massimo che può offrire ai giocatori è fissato: poco meno di 2 milioni di euro, a patto che sia un top player. Su queste basi c’è poco, molto poco da fare. La colpa non è di De Laurentiis, ma di meccanismi ed equilibri di mercato molto strani. Ma tant’é, così è se vi pare…

Così De Laurentiis le spara grosse. Prima indispettisce il napoletano Mimmo Criscito che ha già risposto “mi hanno dato molto fastidio le brutte parole di De Laurentiis”, poi gradirebbe da Inler “un passo indietro e tanta voglia di azzurro” (come se il contratto fosse un accessorio qualsiasi), poi lancia una sorta di invito collettivo “chi vuole il Napoli si dovrà adeguare”.

Bene, caro De Laurentiis. Trovo molto corretto questo atteggiamento e io per primo avevo proposto un tetto massimo alle trattative per l’acquisto di giocatori e l’offerta di ingaggio, ma il calciomercato è ormai questo.

O ti adegui o si adegueranno gli altri.

E per favore… non minacciare Marotta e altri operatori di non interferire con le tue trattative.

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