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Deferimenti ad minchiam: il caso Moratti

Ennesima puntata del reality show Io Sono Interista. Stavolta il concorrente Giancarlo Abete si supera e si prende la scena. Dopo il derby d’Italia il regista Moratti aveva rilasciato una frase molto importante, degna di essere scritta e riscritta su giornali e TV:

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Si può anche comprendere l’errore sul fuorigioco, ma non espellere Lichtsteiner è un atto voluto, una scelta azzardata sfavorevole a noi. Se c’entrasse la Juve sarebbe grave.

Ora, non apriremo il libro della Giustizia Sportiva perché in Italia risulta chiuso da oltre 7 anni e in sostituzione di questo c’è il Libro scritto a 4 mani da Galliani e Moratti. In ogni caso abbiamo visto che i deferimenti sono ancora applicati e a termini di regolamento, anche quello delle milanesi, dovrebbero essere applicati in questo caso. Nella frase di Moratti c’è l’evidenza di un’accusa ben precisa e duplica: alla Juve e all’arbitro, cioè all’Istituzione Arbitrale.

Sembra strano visto che l’AIA è a libro paga di Moratti dal 2006, ma alla farsa non c’è mai fine.

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Ci si aspetta almeno un’ammonizione verbale da parte del Palazzo, ma il Palazzo è al suo servizio e allora ecco il concorrente Abete che si avvicina alla vittoria finale:

Moratti ha fatto una riflessione giudicando un arbitro che non ha estratto il cartellino giallo a Lichtsteiner, un errore riconosciuto da tutti, scelta nettamente sbagliata.

Una settimana fa riprese Ferrara, oggi difende Moratti. Ah… il fascino dei soldi.

Nessun televoto per Abete, dunque: può rimanere nella casa. Giancarlo… sei salvo!

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