E’ il titolo dell’edizione odierna di Tuttosport. Che è anche il concetto attuale alla Juve: niente soldi, niente investimenti, ma si tira avanti con quello che si ha già. Il problema non si porrebbe senza l’emergenza che colpisce la Juve ormai da due anni, con Krasic che rifiaterà perché i limiti umani ancora non sono superabili, perché Quagliarella starà fermo fino a maggio, perché Toni è inutilizzabile, perché Amauri è inutile, perché Iaquinta è sulla via del recupero, perché perché perché.

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E quali colpe ha Del Neri se si ritrova con questo organico, dimezzato nelle potenzialità e negli uomini? Costretto a tirare il dado e scegliere uno fra Pepe e Martinez da mandare in attacco, quasi fossimo in un derby del cuore dove tutto è permesso in virtù di “l’importante è partecipare”. E mi domando pure cosa potrebbe inventarsi il tecnico bianconero che a soli due giorni da Roma-Juve (a questo punto, match chiave per le ambizioni stagionali) si ritrova con un Amauri sempre più estraneo al mondo del calcio giocato, con un Del Piero in ripresa (eppure ci si aggrappa costantemente a lui), con uno Iaquinta che non si sa bene a che punto è a livello di forma, con Krasic fermo ai box e due terzini che, per vicende differenti, non hanno mai potuto esprimersi (cioè Motta e Traoré).

Eppure si ritorna con la critica facile e semplice e del gioco “chi cacceresti?“. No, tu che faresti al posto di Marotta o Andrea Agnelli?

Luis Fabiano, Huntelaar, Forlan, Messi e Cristiano Ronaldo: tutti nomi buoni per riempire fogli di giornale, ma lontani dalla realtà. Chi costa troppo, chi pretende un ingaggio elevato, chi non è acquistabile, chi è fuori budget. Vale, e non c’è verso di eludere questo problema, quanto detto da Marotta: di fenomeni in giro ce ne sono pochi, e quelli che ci sono o costano (e sono quindi fuori portata) o non li vendono.

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Questo sì, se parliamo di fenomeni e gente di qualità. Mi aspettavo però alcune mosse riparatorie, tipo un buon terzino destro e, magari, un attaccante di quelli in grado di garantire cinque mesi tranquilli.

Penso e continuo a pensare che la rincorsa al posto Champions sia complicatissima, ma capisco pure che la società si è data un piano: comprare a luglio quando tutto sarà più chiaro (Calciopoli, posizione Juve, assetto societario, scadenze contratti vari in società). Non si possono accorciare i tempi, né forzare strategie che rischierebbero di complicare i piani, più che ammorbidirli.

Paratici si è dato da fare con i 17enni, e chiaramente questo fatto interesserà poco i tifosi smaniosi di poter vincere qualcosa. Ma è solo un passo, piccolo passo per dare una sterzata a 4 anni bui e cupi. Serve tempo e una fortuna che ci è avversa.

Il pareggio contro la Samp, per esempio, ha dato una grossa mano a Milan e Napoli, a suggellare la beffa finale. Già perché i doriani adesso sono nell’emergenza più assoluta grazie ai quattro infortuni patiti contro i bianconeri. Proprio un bel favore.

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