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Della Valle, il ciabattino che sposò la cognata

Diego Della Valle, l’espressione dell’ambizione più sfrenata che inevitabilmente sprofonda nel ridicolo.

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Diego nasce nel ’53 nelle Marche. Tredici anni prima il padre Dorino, figlio dell’artigiano di scarpe Filippo, crea un calzaturificio a Casette d’Ete lavorando in subappalto per marchi importanti.

A sedici anni Diego è già pieno di sé e delle sue manie di grandezza e vorrebbe entrare subito nell’azienda di famiglia. Il padre riesce a levarselo di torno spedendolo all’Universtà per studiare Giurisprudenza. Mica fisica nucleare. Ma Diego non riuscirà mai a laurearsi.

Sembra che a lui sia venuta l’idea del “mocassino con i chiodini di gomma”  Tod’s e da lì inizia la scalata prima nell’azienda familiare e poi dove è possibile scalare, senza freno e senza dignità.

Riesce a far calzare le sue scarpe a Gianni Agnelli durante un’intervista televisiva ed organizza una mastodontica campagna pubblicitaria con altri nomi eccellenti: Audrey Hepburn, Cary Grant, Kennedy.

Il popolo abbocca all’amo e lui si arricchisce in maniera spropositata vendendo scarpe che (citazione di Bruno, vedi commenti di IoJuventino) si trovano nei mercati rionali con la stessa qualità ma ad un prezzo quattro volte inferiore.

Ha raggiunto lo scopo della sua vita? Macchè. È solo l’inizio di una scalata dove non sente mai l’effetto delle vertigini ma dove non riesce nemmeno a capire quando si comincia a diventare sleali, meschini, ridicoli. Investe a destra e a manca. Si fa amico Luca Cordero di Montezemolo. E già basterebbe per noi juventini questo particolare. Siede nel consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali, RCS MediaGroup, Compagnia Immobiliare Azionaria, Marcolin, Ferrari, Louis Vuitton, Le Monde Europe.  È azionista di RCS MediaGroup, Mediobanca, Management & Capitali RCS MediaGroup, Mediobanca. Ovviamente è proprietario dei marchi Tod’s, Hogan e Fay.

Un genio della finanza. O un affarista senza scrupoli?

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Appoggia l’entrata in politica dell’amico Berlusconi e la nascita di Forza Italia. Salvo poi rinnegarlo  quando si accorge che per lui non ci sono vantaggi.

Dal ’95 al 2001 è nel consiglio d’amministrazione dell’Inter, voluto da Moratti. E già basterebbe e avanzerebbe per noi juventini questo particolare. Tifoso dell’Inter? Macchè, manie di protagonismo.

Non appena nel 2002 vede Cecchi Gori far fallire la Fiorentina, abbandona l’Inter e come un avvoltoio si precipita a rilevare la squadra viola che in un solo anno (magie della FIGC …..) porta dalla C2 in serie B. Arriva in A e risulta coinvolto in Calciopoli. Ma non fa scandalo perché gli unici che fanno scandalo sono Moggi e la Juventus.Tifoso della Fiorentina? Macchè, è un altro passo per apparire e seguitare nella scalata, in qualunque campo. Lui è tifoso solo di se stesso.

Nella vita familiare non si fa mancare nulla. Tre mogli. La terza, sorella della prima, fa l’architetto e cerca di non comparire mai. Tant’è che lascia il maritino spassarsela di notte, in vacanza, in serate in compagnia di giovani avvenenti.

Che “fico”, Della Valle!

Non tutto gli va bene. Becca anche uno 0-5 a Firenze dalla Juventus di Conte. E ancora gli brucia……

Cerca di scalare Il Corriere della sera e quando Elkann e Marchionne lo fanno fuori dalla Rizzoli e quindi dal Corriere della sera, comincia a sproloquiare offendendo sia il giovane rampollo della Famiglia che il manager di successo. Che rispondono per le rime. Il tutto, guarda caso, mentre si sta per giocare Fiorentina-Juventus.

È questo l’azionista di riferimento della squadra viola. Un uomo che gli stessi fiorentini hanno riempito di insulti l’anno passato. Un marchigiano che si comprò la Fiorentina solo per interesse e non certo per amore.

Ma Della Valle non è altro che ciò che si meritano i tifosi viola.

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