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Diego Della Valle attacca e denuncia Guido Rossi: non tutto torna

Juve e Fiorentina alleate? Non funzionerebbe come barzelletta, figuriamoci come notizia del giorno.

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No, è sbagliato, risistemiamo toni e parole. Qui non si tratta di alleanza, ma di una posizione netta e coraggiosa di chi probabilmente ha letto le carte. Mentre altri fanno tarocchi e sputano sentenze a ritmo insostenibile, altri ancora cercando seriamente di capire. E se leggi le carte accade un fatto strano: non ci capisci nulla.

Non capisci come mai una società, una e una sola, si sia così tanto avvantaggiata da Calciopoli sbandierando una patente di onestà per la quale sembra non avere nemmeno l’età. Una e una società è stata clamorosamente tirata fuori da processi e accuse anche se sembra la più colpevole di tutte e certo il perdere non è giustificazione buona per insabbiare le prove. E potremmo ancora continuare, ma non lo facciamo.

Dopo Andrea Agnelli ora è il turno di Diego Della Valle. Ieri in un comunicato ufficiale ha anticipato le mosse viola:

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Ho conferito mandato ai miei legali di agire, nelle sedi competenti, nei confronti dell’allora Commissario Federale Guido Rossi e di altri per la gestione assunta dagli stessi durante il processo sportivo di Calciopoli celebrato nell’estate 2006. Le azioni legali verranno avviate per censurare i comportamenti assunti dagli stessi nella gestione del processo sportivo.

Facciamo un passo indietro: la Fiorentina aveva per due anni conquistato sul campo l’accesso alla Champions League, ma per un motivo o un altro era stata invitata a non partecipare, con strani modi. Quello del 2006 è anche originale: il Milan processato (in realtà mai chiamato in causa) doveva rimanere fuori da tutto, perfino scendere in B, ma improvvisamente si ritrova con una perfezione matematica a giocare le Coppe Europee. La UEFA bollò Galliani e i rossoneri con un marchio “guardati a vista”: potenza dei soldi.

Così oggi la Fiorentina chiede spiegazioni di quel processo farsesco e illegale: chiedere spiegazioni a Baldassarre e a quei coraggiosi giuristi che hanno letto le carte, ma che non si sono voluti esporre lasciando spazio ad alcuni libri interessanti (come quello di Pasta e Sironi). E denuncia chi in quel momento accentrò tutto il potere calcistico nelle proprie mani: Guido Rossi, fresco dimissionario (o uscente, non trovo le fonti) del CdA nerazzurro.

Conflitto di interessi? No, piano strategico di rinascita. E ci perdoni Licio Gelli, ma qui siamo su ben altro livello.

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