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Disonestà-Juventus si gioca il venerdì: meno un telespettatore!

No, non posso guardarla perché non avrei l’animo per guardare calcio. Ammesso poi che questa Juve possa esprimere qualcosa di calcio. Ma, a parte questa profonda critica – la cui esistenza la dice lunga sulle capacità del tifoso juventino di discernere bene cosa la realtà è diventata, al contrario di chi ancora è convinto di aver vinto qualcosa in questi ultimi 4 anni – non posso proprio guardare quella partita. Mi è severamente vietato dalla coscienza. Penserei ad altro: a un telefono che suona, a un telefono che squilla, a cenette in cui si discutevano i toni delle falsità da presentare a certa stampa, in cui si decidevano quanti campionati affidare alla Seconda Squadra di Milano.

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Si gioca al venerdì perché mentre in Russia hanno reale paura per un clima bestiale che col calcio non c’entra nulla, in Italia si fa sempre e solo quello che va bene a certa gente. La stessa gente che ha distrutto il calcio nel 2006. Si fa quello che dicono loro, in barba alle regole più elementari. Si potrebbe perfino sospendere il campionato se l’obiettivo finale è permettere a quel Disonesto di preparare per bene una delle pochissime occasioni, negli ultimi 50 anni, di andare vicino ad una Coppa così grande. Sospendiamo e tentiamo anzi di aiutarli: mandiamo farmaci, facciamoli allenare al caldo del Sud, prepariamo succulenti cenette e dolci canzoncine per far riposare bene gli indossatori. Tutto questo per il bene di pochi: come ti sei ridotta, povera Italia!

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P.S.

Si usufruisce di un simile regalo solo in un’occasione particolare: la finale di Champions, per la quale è prevista una regola non scritta. Così, ci rendiamo semplicemente ridicoli agli occhi dell’Europa. Semmai ce ne fosse ancora bisogno!

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