Milos Krasic va veloce. Lo dicono tutti, lo dicevano tutti. Corre, anche contro gli infortuni. Tipo quello che avrebbe dovuto bloccarlo per un mesetto. Invece, appena due settimane dopo, il serbo è di nuovo a disposizione. Perché sarà pure serbo, ma è uno tosto e molto serio, contrariamente a qualche barbone del giornalismo sportivo italiano. Vita sana, molti allenamenti e tanta voglia di Juve.

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Krasic torna a disposizione di Del Neri. Lo staff medico, sorpreso, pare aver dato l’ok definitivo. Il serbo si riprende la fascia destra dove ha agito fin qui Simone Pepe, squalificato. E la Juve torna al supercentrocampo che ha stupito i tifosi. Da sinistra a destra: Marchisio, Aquilani, Felipe Melo e Krasic. Con questi uomini la Juve ha una marcia in più. Almeno sembra.

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Già perché senza Krasic i bianconeri hanno comunque vinto a Milano (chissà se al ritorno ci lasceranno giocare col serbo?), subendo però due pareggi scialbi. In questi pareggi si è avuta la netta sensazione che mancasse una spinta, una certa imprevedibilità, quel cambio di marcia necessario per scardinare le difese e fare la differenza. La classica azione da sfondamento di Krasic, per intenderci.

Siamo Krasic-dipendenti? Io credo di sì, almeno per le caratteristiche che il serbo ha e nessun altro in rosa pare avere. O non ha ancora dimostrato, tipo quel Martinez. Krasic si è pure dimostrato uno da assist: Marchisio, Del Piero, Quagliarella, Iaquinta. E ha comunque siglato 3 goal.

Il suo rientro è dunque prezioso, in attesa di capire cosa accadrà sul mercato: centravanti, esterno di centrocampo e terzino destro. In chiusura… odio la partita alle 12:30!

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