Si è scatenata la corsa al commento. E visto che il calciomercato sarà oggetto di questo blog per almeno i prossimi tre mesi, non ci faremo scappare l’occasione per commentare l’affare Drogba.

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Una potenza della natura, con numeri importanti, in una carriera di tutto rispetto. Didier Drogba è sempre stato un attaccante concreto, dal carattere spigoloso, con un cuore enorme donato al club in cui ha militato. Dalla Francia all’Inghilterra, passando per l’Oriente e il rientro in Turchia. E adesso?

Adesso la Juve tenta di ripetere le operazioni che in passato avevano dato ottimi frutti: da Boninsegna ad Altafini, senza dimenticare il grande Pietro Vierchwood comprato per dare certezze a una difesa che tornava nella grande Europa dopo tanti anni. Finì con la Coppa Campioni conquistata ai danni dell’Ajax, con il difensore che aveva da poco compiuto i 37 anni d’età. Più o meno come Drogba, a oggi 36 primavere.

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Cabala a parte, il punto cruciale di questo affare è il concetto: via Vucinic e Quagliarella, non riscattato Osvaldo (per cifre impossibili e un punto interrogativo sui suoi mesi bianconeri), confermatissimi Tevez e Llorente, poco monetizzabile Giovinco, in attacco serve un puntero forte, d’esperienza, di peso, in grado di sostituire nei numeri e nei fatti il duo titolare. Uno tipo Drogba.

Se solo accettasse una riduzione dello stipendio e un impiego dettato più dalle esigenze dei titolari. A queste condizioni, la scommessa di un solo anno con Drogba andrebbe fatta, a questo punto. Che col ritorno alla base di Gabbiadini e l’acquisto di un attaccante esterno (buono per il 4-3-3) completerebbe le operazioni di mercato in avanti.

Drogba o non Drogba?

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