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E adesso fuori le lame, vogliono la guerra e guerra sia

L’ennesima buffonata. L’ennesima farsa. L’ennesima umiliazione.

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La commissione disciplinare che accoglie i patteggiamenti di cani e porci casualmente respinge quello di Conte, che aveva concordato uno stop di 3 mesi e il pagamento di 200mila euro di multa da devolvere in beneficenza alle popolazioni terremotate avvalendosi dell’articolo 23. Ossia un patteggiamento senza ammissione di colpa.

Il teatrino di Palazzi che accoglie la richiesta di Conte e la presenta alla commissione che poi la respinge perché non la ritiene “congrua” è l’ennesima coltellata nella schiena di 14 milioni di tifosi. Una goduria malata per tutti quelli che non aspettavano altro per ridere alle nostre spalle e dare un senso alla propria esistenza. Quelli che perdono sul campo da una vita e non sanno fare altro che tirare fango ai migliori. Quelli che seguono come pecoroni ciò che raccontano certi media che amano fomentare odio o “orientare l’opinione pubblica” come da loro stessa ammissione. Quei media che guidano anche i lavori della procura federale e che sguazzano alla grande in quel sistema marcio che è la giustizia sportiva.

Un sistema che appare orgogliosamente malato, staliniano fino in fondo e composto da integralisti incapaci di vedere le cose con obiettività.

Il teatrino di Palazzi che chiede spiegazioni alla commissione disciplinare sul patteggiamento respinto di Conte. Così, giusto per far scrivere a qualche ignorante che la Juve è protetta da Palazzi o tutelata da quel sistema putrido che mi chiedo coma possa esistere in un paese liberale e democratico nel 2012.

Tutto questo mentre un ladro infame come Carobbio si prende 4 mesi con il suo patteggiamento. Una vergogna ignobile.

In realtà vogliono solo la testa di Conte, da esporre come trofeo. Il Trofeo.

Ma dove siamo? Ti accusano senza prove e in pratica ti condannano prima dell’inizio del processo, perché non è un vero processo. È una farsa, uno schifo dove Palazzi dichiara che si oppone all’ingresso di prove a discolpa degli imputati, a testimoni e controesami. Palazzi che sa che la sua indagine fa acqua da tutte le parti e non vuole correre il rischio di essere ulteriormente umiliato. Palazzi che racconta le barzellette anche: “Questo ufficio insiste ancora una volta affinché venga ritenuta l’attendibilità delle confessioni accusatorie dei pentiti”.

Il fatto che il patteggiamento di Conte venga respinto significa che la commissione ha già scritto la sua sentenza relativa a lui, senza neanche ascoltare la sua difesa. E fanno bene gli avvocati Chiappero e Briamonte a farlo notare chiedendo la ricusazione della commissione con queste parole: “Respingendo il patteggiamento, avete già deciso e non potete giudicare quanto già avete giudicato. La Corte Costituzionale nel 1992 ha detto che non può giudicare un giudice che abbia rigettato la richiesta di pena concordata“. Ovviamente questa richiesta, nonostante si basi su caso giuridico, viene respinta. Ma sarebbe cambiato poco. Sarebbero cambiati i sicari mercenari pagati dalla FIGC per i propri scopi, non l’obiettivo e il risultato finale.

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L’ennesima dimostrazione del peso politico della nostra Juve in questo momento.

Ma adesso basta, è il momento di combattere. Tutti. E la società deve muoversi, fare qualcosa di significativo, alzare la voce. Altrimenti le cose non cambieranno mai e continueranno tutti a divertirsi in questo regime dove non siamo certo noi a comandare.

La risposta della società per ora è stata affidata a un comunicato:

La Juventus è oggi in silenzio stampa. Domani in mattinata verrà valutata la situazione, a fronte dei fatti odierni, che sono da considerarsi, qualunque sia l’esito di questa vicenda, un atto gravissimo nei confronti dell’onorabilità di tutti i soggetti coinvolti: professionisti, manager, tesserati e società”.

Siamo stanchi di farci prendere per il culo e vedere la società immobile e passiva. Accogliamo con fiducia questo comunicato e la presa di coscienza che quello che è successo è “un atto gravissimo nei confronti dell’onorabilità di tutti“.

Ora bisogna passare ai fatti però. Solo i tifosi, come sempre, appaiono pronti. Siamo tutti col coltello tra i denti e i pugni chiusi. La rabbia e il senso di ingiustizia che ti danno la forza e la voglia di andare avanti. Di andare fino in fondo.

Fuori le lame vuol dire che dobbiamo essere pronti a lottare per cambiare questo sistema con una rivoluzione in cui occorre essere sostenuti dalla società. Deve crollare questo gioco di poteri che ci condanna sempre e lo schifo mediatico che ci gira intorno. La violenza non è una soluzione dei problemi in un paese democratico che dovrebbe garantire uno stato di diritto. Ma con questa giustizia sportiva il diritto è morto e sepolto, e questa non è una cosa accettabile. Bisogna cambiare questa situazione e la Juve deve lottare. John Elkann ci ha già rovinato una volta, ora deve farci il piacere di lasciare pieni poteri ad Andrea Agnelli, non costringerlo ad adattarsi a questo fetido status quo.

Deve succedere qualcosa, la violenza spesso ti fa passare dalla parte del torto, ma ormai i fomentatori d’odio e i provocatori abbondano, quasi ad augurarsi una reazione violenta dei tifosi bianconeri. Bisogna lottare, lottare, lottare. In questo momento se andiamo in guerra contro la FIGC è come se lo facessimo a mani nude, dato il peso politico nullo della proprietà juventina. Ma è doveroso lottare e provarci. E la società deve fare qualcosa, trascinare i tifosi delusi e umiliati, proteggere sul serio i suoi tesserati deferiti trattati come mostri. Le cose non possono andare avanti così.

Perché, in fondo, la verità è una sola: chi non combatte cade.

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