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E io che c’entro?

Che c’entro io se i primi a innervosirsi sono colore che dovrebbero gioire?

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Che c’entro io se chi deve abbracciare il suo fratello nerazzurro se la prende col nemico bianconero? Vai a capire poi che c’entra quello bianconero, poveretto com’è nei suoi pensieri e dolori, immerso nello sconforto più totale per vedere il suo giocattolo rotto da chi doveva aggiustarlo!

Che c’entro io se il tecnico che dovresti apprezzare scappa via con i soldi e per di più cerca di tirare in mezzo una stampa che fino ad adesso gli ha leccato il culo che Emilio Fede se l’è anche un po’ presa? Scappa via perché ha trascorso, dice dall’alto della sua scaltrezza, troppe domeniche in tribuna. Già, forse era un sosia quello delle manette, un gesto tanto vigliacco da non lasciare spazio a commenti. Roba da infiammare le folle, tutte le folle, e poi ci scappa la rissa. Quello che ogni santo sabato anzicché parlare di tattiche, e potrebbe pure farlo, inizia a snocciolare insulti, polemiche e lanciare accuse manco fosse un presidente del consiglio! Che scappa dopo che ha visto come è andata qui in Italia. Chissà se avrà da vergognarsi a dare da mangiare alla famiglia. Li sente proprio questi trofei. A gambe levate verso un paese che ci è sopra per maturità e talento almeno di due spanne. Scappa e rinuncia addirittura ad 1,5 milioni di euro. Chissà se arriverà a fine mese lui, che a noi doveva solo regalare emozioni invece di dimostrarci quanto poco uomo sia. Poi il professionista è, come sempre opinabile.

Che c’entro io se chi ha passato due stagioni a marcire in panchina, manco fosse il miglior Gresko della situazione, si è fatto notare solo per due o tre magliette del cui contenuto all’estero ci prendono per il culo. Ma guardi sempre all’estero, mi si potrà rimproverare? Certo, in Italia non c’è più nessuno che ha le palle per fare il giornalista serio e accorto, mi tocca perciò guardare all’estero.

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Che c’entro io se il miglior acquisto dell’Inter è calato dal cielo come miglior regalo da una squadra caduta nel tranello Real? Per inciso, il signor Eto’o, una delle più grandi gazzelle che abbia mai visto sui campi di calcio, uno che riesce pure a scucirsi di dosso l’etichetta di attaccante per correre da terzino, chapeau a te Samuel, è arrivato grazie al superacquisto di Ibra da parte del Barca, costretto a rispondere a suon di milioni ai Blancos. E’ passato poco meno di un anno e capita la cazzata hanno subito provveduto all’acquisto di un attaccante serio: David Villa. Occhio al Barca, rigori permettendo!

Che c’entro io se in un’intervista Sky Moratti anzicché esaltare il gruppo se la prende prima col giornalista per una domanda scomoda e poi col suo allenatore che ha sbagliato i tempi? Tu invece, caro Massimo, i tempi non li hai sbagliati, peccato per le azioni, ma i tempi sono giusti. Declino nel declino. Anche Giambattista Vico lo diceva.

Che c’entro io se la gente deve festeggiare e si premura per andare a insultare gli altri nei posti dove francamente non dovrebbero stare?

Intanto a Torino si registra un episodio che incorona la stampa e la TV. Hanno vinto loro ragazzi. Hanno vinto, è triste dirlo, loro. La creazione di fantasmi e mostri, la costruzione di scandali. Col solo fine di raggranellare denaro, di fare share, di fare rumore, di aumentare le tirature. Dovremmo prenderci in giro nel migliore dei modi, modi sani si intende, e farci tutti una risata. Oggi tocca a me, domani a te festeggiare. E’ la vita, non solo quella sportiva. Sfottò, proclami, gioie e dolori sono il sale di questo sport magnifico. Forse è arrivato il tempo di spegnere la TV e chiudere i giornali e stare di più insieme. Questo solo se si ama davvero il calcio. Altrimenti diventa un inferno e francamente è deludente. Buon finale di stagione calcistica. E tanti auguri a tutti per il prossimo anno. Comunque vada… è sempre calcio, è spettacolo, è (dovrebbe essere) emozione!

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