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E’ morto il giornalismo sportivo itaGliano

Niente, nessun rumore. Perché bisogna non fare rumore se si vuole tappare e mettere a tacere lo scandalo. Perché stavolta c’è la ciccia, perché le parole pesano come un macigno.

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Tutti i quotidiani nazionali fanno finta di nulla. Non sono uscite le motivazioni di Calciopoli, della condanna già assurda di Moggi anche molto lieve nei punti rispetto alle richieste. Non è accaduto, voi forse sognate.

Che le pagine di Napoli sono scandalose e vergognose te lo dice proprio il silenzio che regna attorno e rende ancora più sospetto il movimento di TV e giornali quel giorno di novembre. Quello spiegamento di forze… e quel risultato che loro conoscevamo bene. Oggi invece… il silenzio che però è molto più di un grido, di un urlo.

La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport stanno cercando in tutta fretta anche un solo punto a favore dell’accusa, mentre Repubblica e Corriere della Sera stanno lì nascosti. Potessero oscurare la pagina sportiva…

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Perfino La Stampa si dimentica del dettaglio… mannaggia!

Eppure ci sarebbe da parlare… da indignarsi forte come cittadini, prima ancora che tifosi di questa o quell’altra squadra. E’ il solito Paese piccolo piccolo, corrotto come non mai, senza alcun briciolo di dignità e onestà, di trasparenza e giustizia.

A leggere le pagine che di fatto non condannano Moggi e la Juve viene naturale un certo rigurgito e la domanda è sempre quella, il chiodo fisso di chi non ha ceduto alla morte dell’intelligenza e del senso civile: perché è stata condannata la Juve? E perché Moggi?

In oltre 200 pagine, la Casoria e perfino le altre due giudici, non sono riuscite a dare una risposta. E viste le premesse… forse è meglio bruciare i fogli e ricominciare da capo… certo non con questa gentaglia!

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