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E’ sempre troppo tardi

E’ come quando abbatti una casa, distruggi una famiglia, provochi una catastrofe e poi dici “scusa, abbiamo sbagliato!”. Tutto ok? Per nulla, perché il compito è stato portato a termine. L’obiettivo era distruggere la Juve, annientarne almeno una decina d’anni, cioè dal 2006 in avanti, ed è stato raggiunto in pieno. A nulla valgono le scuse, le parole, gli articoli dubitativi del tipo “ma, forse qualcosa si è sbagliato”. Siete dei geni: giornalisti, Moratti e soci, e tutti gli altri.

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Ma quello che più sorprende – o meglio, che conferma quanto da 4 anni stiamo dicendo con grande forza e rabbia noi tifosi – è che la Juve di Elkan e Blanc è in silenzio. Non una parola, non un atteggiamento così da prendere le distanze da quel 2006. Addirittura, l’Ingegner Elkan, risentito per le proteste dei tifosi, scrive una lettera firmandola indegnamente per conto della Juventus Società. La lettera ha un sapore molto amaro, terribilmente amaro. Ecco il mio pensiero in merito.

Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi.

La Juventus di Elkan e Blanc è complice dei processi in corso. Ha provveduto a insabbiare e scriversi da sola la sentenza per motivi da ascrivere a ragioni industriali o chissà che altro. FIAT in crisi, Exor che non se la passa bene, dall’altro potenze imprenditoriali come quelle di Moratti e Berlusconi, cioè le due società che non hanno pagato nemmeno un centesimo di quel 2006. La Juventus non ha mai combattuto né progettato nulla in difesa della Juve, della sua storia e dei tifosi tutti. Elkan e Blanc non vittime, sono artefici di quel complotto. Lo hanno appoggiato e addirittura difeso con parole e dichiarazioni e soprattutto fatti che mi fanno vomitare ogni qual volta il loro ricordo bussa alla mia mente. La Juventus di Elkan e Blanc non rispetta i processi in corso, li subisce come un piccolo figlio accetta passivamente la pena del proprio padre: ma qui non c’è un padre, ma un orco cattivo il cui nome inizia con M e finisce con oratti. Un orco incapace di guidare una società di calcio, quindi incapace di vincere e che perciò ha pensato bene di fare l’unica cosa utile per poter arrivare alla vittoria. E la Juve di Elkan e Blanc ha sottoscritto quel diabolico piano.

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Juventus confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006.

[Via Juventus.com]

La Juve di Elkan e Blanc non confida e non conosce le istituzioni. Le istituzioni non esistono più dal 2006, sostituite da ex Consiglieri d’Amministrazioni della Seconda Squadra di Milano promossi a saggi e dei, e sostituiti da operatori telefonici e sceneggiatori che hanno messo in piedi la farsa più assurda della storia dello sport trasformata poi in tragica realtà.

Questa non è la nostra Juve. Questa non è la Juve! Zaccone non è il nostro avvocato, mentre l’ultimo baluardo si chiama, ancora una volta, oggi più che mai, Luciano Moggi. Siamo finiti male. Forse non del tutto finiti perché qualcuno, lì fuori, in quello stranissimo mondo giornalistico, avrà pur conservato un minimo di dignità intellettuale. Se sì, qualche articoletto a chiudere definitivamente questa farsa potrebbe pure scriverlo. Ma la storia non si cambia: la Squadra dei Disonesti ha acquistato, con l’inganno, un vantaggio psicologico e strategico incolmabile per molti anni. Né servirebbero a nulla processi per rimediare a quella farsa. Né, noi tifosi, vogliamo alcuna pena pari a quella imposta alla nostra squadra. Amiamo il calcio, amiamo lo sport: tutto questo non fa parte né dell’una né dell’altra cosa. Mi vergogno soltanto di essere italiano. Stavolta, a tutto tondo.

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