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Ecco il piano per la nuova Juve

Si leggono così tante notizie in questo periodo che classificare quelle vere è impresa ardua, capire poi quali siano cazzate pure è missione impossibile. In ogni caso tentiamo di mettere un po’ d’ordine. Primo fra tutti chiariamo un aspetto vitale: il prossimo allenatore della Juve sarà una scelta esclusivamente di Roberto Bettega. E a me questo basta. Sarà sua pure la responsabilità di prenotare un paio di cene col nuovo allenatore e discutere in modo preciso della rosa. Le idee tattiche e di gioco, le armi a disposizione, quindi si provvederà a smaltire, quindi a comprare. Comunque vada questo campionato la Juve non può certo stare fermo a luglio. Deve agire.

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Se Bettega lavorerà duro, Blanc e Secco rischiano seriamente di trascorrere un periodo di relax al mare o in montagna, in Italia o in Francia. Rischia pure grosso Elkan su cui sta per arrivare lo tsunami Andrea Agnelli. Quest’ultimo, invocato come il salvatore della patria, ha ricevuto il benestare da moltissimi uomini di calcio: Luciano Moggi prima, Trapattoni e poi addirittura Platini su suggerimento. Ora, io non conosco Andrea Agnelli, ma so per certo, tramite siti e pochi giornali, che era pronto a battersi per la causa Juve separando bene i casini aziendali dai casini bianconeri. Discorso mai nemmeno pensato da Elkan Una differenza sostanziale.

Non date retta ai giornali, poi. Prandelli, Benitez, Allegri, passando per Roberto Piagnisteo Mancini, Lucescu, Zeman e Arrigo Sacchi. I primi due nomi sono certamente candidabili, mentre tutti gli altri riguardano fantasie e colpi di pazzia di certi giornalistucoli. Figuriamoci poi Mancini: sarebbe il colpo perfetto per innescare l’Apolicasse bianconera. Proprio lui, sporco di scudetti rubati e di figuracce che ancora in Europa vengono ricordate (su tutte la mitica Valencia a dispetto della quale apprezzo lo sforzo di umiltà e di vergogna della Juve eliminata dal Fulham).

Benitez e Prandelli rappresentano due candidati eccezionali, seppure con le dovute differenze. Ma rappresentano proprio le persone ideali per ripartire con forza. Con idee nuove, con speranze, con uomini veri. Esperti di calcio e di gruppo, di giovani e di campionati vinti, persi, giocati alla grande, di Champions conquistate e sfiorate.

Fuori dal coro, dentro nei sogni, Capello e Lippi. Anche qui due scelte opposte: l’arroganza dei vincenti contro l’antipatia dei forti. Sembra una puntata di Ciao Darwin, invece è semplicemente la triste realtà bianconera.

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Ecco, scelto l’uomo e sarà quasi certamente uno di questi quattro, toccherà alla rosa. Ad un gruppo costruito senza grossi pensieri, senza troppi ragionamenti. Offuscati, come noi tifosi, dai nomi, da cifre, da un peso specifico che però varia da contesto a contesto. Il caso Diego, Melo e Amauri dimostrano quanto sto dicendo.

Toccherà al gruppo e qui le scelte potrebbero essere anche molto dolorose. Ma come insegnava Moggi, a volte le scelte dolorose ti permettono poi di ripartire con più forza. Tutti, praticamente tutti, tranne pochissimi, sono a rischio. Chi sono gli esclusi? Le certezze riguardano Buffon, Chiellini, Sissoko, Marchisio e Del Piero. Oltre questi nomi non mi sento di mettere la mano sul fuoco. Il tempo certo è tiranno e se non fosse per i 36 anni (prossimi) del Capitano azzarderei la frase “la colonna portante del futuro”. Ecco mi piace intravedere nel nome “Del Piero” un altro cognome, quale quello di “Giovinco”. Ma è e resterà soltanto un mio sogno. Serve lo zoccolo duro. Quello rappresentato per esempio dai vari Ferrara, Montero, Peruzzi, Conte, Pessotto, Del Piero del passato. Attorno a questo asse vanno poi aggiunti diversi altri uomini.

Rischia Trezeguet per ragioni anagrafiche e di condizione: troppi infortuni negli ultimi anni, nonostante la classe e l’essere bianconero non si discutano. Troppi dubbi per il futuro. Rischiano Amauri (troppe incertezze e pause per uno considerabile da Juve), Melo (comportamento e rendimento, ma i 25 milioni di Euro pesano tantissimo) e Giovinco (non vedo alcun motivo!). Rischia lo stesso Camoranesi per il quale vale lo stesso discorso fatto per Trezeguet. Rischia Legrottaglie per sopraggiunti limiti d’età, nonostante Nicola in panchina potrebbe essere una sicurezza. Rischia De Ceglie su cui pesano le mille incertezze di Ranieri prima, Ferrara poi e adesso Zaccheroni. Vanno valutate le situazioni di Candreva (assolutamente da riscattare) e Caceres (assolutamente da comprare). Quindi si passa ai saluti: Cannavaro e Grosso (mi viene voglia di tifare contro l’Italia per il modo in cui hanno affrontato la stagione bianconera, qualche eccezione la concedo a Cannavaro!), Zebina e Salihamidzic, Poulsen (a quest’ora avremmo in cabina di regia Xabi Alonso), Grygera (oggi con 5 punti in più, quelli regalati dal ceco, la Juve sarebbe in una posizione certamente più serena) e Chimenti. Rischia pure Iaquinta, ma certo 3 attaccanti di livello non si trovano così facilmente sul mercato.

A rischiare non può essere Diego. Troppo comodo prendersela col brasiliano che ha comunque diverse colpe. Ma molti giocatori di talento e giovani sono stati rovinati da scelte senza senso di società e tecnici. Gli hanno cucito addosso un ruolo senza i complementari: ali che corrono, centrocampisti che si inseriscono, attaccanti di grande mobilità. Costretto a giocare da regista e sfiancarsi, costretto a tenere palla perché nessuno gli offre mai un’alternativa, costretto a guardare la porta avversaria senza compagni pronti a puntarla. Molto comodo prendersela col brasiliano. Risposati Maestro Diego e il prossimo anno qualcuno ti farà certamente giocare bene.

C’è infine da valutare un settore giovanile che sforna e ha continuato a sfornare talenti. Da Ciro Immobile allo spagnolo Yago (che sinistro), da Esposito individuato da Ferrara come il nuovo Camoranesi a Marrone. C’è tanto materiale, mancano le idee e il coraggio. Prandelli e Benitez potrebbero essere proprio il grimaldello per aprire un tesoro fino ad adesso clamorosamente nascosto.

Questi sono i fatti. Questi i ragionamenti che mi sembrano oggettivi e inappuntabili. Chissà quali soluzioni metterà in pratica Bettega?

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