Perché Caceres? Perchè proprio lui? E quel tormentone con Guarin e il Porto, forse primo vero obiettivo per il centrocampo bianconero?

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A carte ferme, e firmate, ecco i motivi per cui Conte ha dato il via libera per Caceres alla Juve. Con Guarin che non tramonta, a meno di colpi di scena in questi ultimi giorni di mercato. Tipo il solito inserimento di una squadra che proprio non ha fantasia.

Conte avrebbe voluto un centrocampista di corsa e di qualità, tale da sostituire uno fra Vidal e Marchisio senza per questo perdere in efficacia. Caratteristiche che si abbinano perfettamente alla tecnica e alla fisicità di Guarin. Ma c’era pure un altro fattore a influenza il mercato invernale: il passaggio dal 4-5-1 al 3-5-2. Apparso evidente nelle ultime due uscite.

Camaleontico, preparatissimo sul piano tattico, Antonio Conte sta stupendo tutti con una padronanza delle conoscenza del gioco del calcio davvero entusiasmante. Cambiano i moduli, cambiano pure gli interpreti, ma la sinfonia bianconera è sempre la stessa: intensità, possesso palla, manovra ordinata, qualità delle giocate. Manca giusto quell’istinto da killer sotto porta, ma è molto probabile che sia un periodaccio per il momento.

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Caceres è quindi perfetto per il cambio di schema. Ultimamente Pepe è apparso appannato, Conte lo ha intuito e ha cercato di spingere Lichtsteiner più verso il centrocampo. Bonucci in mezzo, Barzagli pronto a fare il terzo a destra e quindi Chiellini a sinistra. Cerniera di difesa più che ottima, come dimostrano i numeri, ma senza valide alternative. E allora Caceres diventa il jolly più idoneo a ricoprire tutti e tre i ruoli di difesa: terzino destro (in alternativa allo svizzero in uno schieramento a 4), centrale (e quindi anche terzo in una difesa a 3) e terzino sinistro (all’occorrenza, anche se De Ceglie offre ampie garanzie di affidabilità).

Il cambio di modulo è apparso pure la migliore soluzione alla non-ripresa di Krasic e dunque all’impossibilità di avere un’alternativa a Simone Pepe, devastante in questa prima parte di torneo. E poi per dare forse la possibilità a due attaccanti di giocare vicini fra loro e vicini la porta avversaria (Del Piero – Borriello e domani sera Quagliarella-Matri).

Si è optato ancora una volta per la duttilità: gente che può tranquillamente cambiare pelle e mantenere un trend di performance assolutamente positivo, per il bene della squadra. Caceres più di Guarin, quindi, anche perché a centrocampo non è ancora detta la parola fine.

Gli ultimi giorni vedono un costante colloquio fra Marotta e Cellino, col primo che pressa il presidente sardo per strappargli il gioiellino belga Nainggolan. Riuscirà Marotta a ripetere il colpo Matri di appena un anno fa?

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