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Esame europeo: Juve, do you know English?

E’ un esame importante, uno di quelli veramente importanti. La partita con la Fiorentina sembra averci restituito una Juve che si è messa alle spalle un gennaio orribile. Una Juve ritrovata dal punto di vista fisico e mentale. Probabilmente era vera la storia di un carico molto pesante, con Bertelli che ha torchiato i bianconeri sul piano della preparazione invernale. E ora le gambe cominciano a girare a dovere.

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Contro il Celtic non sarà semplice. In fondo è pur sempre Champions League e, non bisogna dimenticarlo, siamo noi i nuovi arrivati. Siamo fuori dal giro grosso da molti anni e allora ci tocca andare di entusiasmo. Con un Conte in più, ovviamente.

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Proprio da Conte ci aspettiamo tanto. Il modulo non cambia, qualche uomo forse sì. Il recupero di Vucinic è molto importante perché il suo genio in Europa è fondamentale: la capacità di assistman e di saltare l’uomo, nonché un (si spera!) feeling col gol ritrovato potrebbero essere la nostra forza. Insieme a lui Alessandro Matri: qualche giornale parla di ballottaggio, ma per me il ballottaggio non dovrebbe esistere.

La zona calda sarà il centrocampo. La forza propulsiva del Celtic è basata molto sulla fisicità della mediana dove noi possiamo schierare Marchisio e Vidal, insieme a un Pirlo che ha già indicato la via. La frase più bella resta comunque quella di Buffon che ha detto “i tifosi non fanno gol e tocca a noi fare in modo che non si esaltino più del dovuto”. Un grido di battaglia? Perché è questo quello che ci aspetta: una battaglia.

Come molti opinionisti hanno scritto fra domenica e lunedì, la Juve solitamente non sbaglia le partite importanti. Questa sera è una di quelle. Avanti Juve, il sogno deve continuare.

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