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Farsopoli v2.0: passano gli anni, la storia si ripete

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Quello che si è verificato nella giornata di oggi, presso l’ex Ostello della Gioventù in Roma dove viene celebrato il secondo processo (?) sportvo del 2012 riguardante Scommessopoli, sancisce la definitiva morte del diritto sportivo. Quanto meno in Italia, dove forse questa materia non è nemmeno mai esistita.

Ma facciamo un po’ di ordine. Come anticipato dai vari quotidiani, il pool di legali di Antonio Conte si era accordato con il Procuratore Federale Palazzi: patteggiamento mediante art.23 (senza ammissione di colpa dunque), tre mesi di squalifica e ammenda di € 200.000 da devolvere alle popolazioni terremotate. Il Mister avrebbe “limitato” i danni e Palazzi avrebbe salvato faccia ed inchiesta. Ma noi juventini non possiamo stare tranquilli un secondo che subito arriva la doccia fredda: la Commissione Disciplinare, presieduta dal giudice Aritco, rigetta la richiesta di patteggiamento ritenendo la pena “non congrua”. Avviene lo stesso anche per il resto dello staff tecnico che, ricordiamo, all’epoca dei fatti guidava l’AC Siena. La stessa Commissione ha però accettato il patteggiamento di Carobbio, il grande pentito di Scommessopoli, che ha concordato (per questa fase del procedimento che si occupava del filone di Cremona) una squalifica di mesi quattro.

Gli avvocati Briamonte, Chiappero e De Rensis non accettano la mancata ratificazione dell’accordo raggiunto con Palazzi e corrono ai ripari, anche in previsione di un ormai possibile processo: presentano infatti un’istanza di ricusazione della Commissione che, secondo i legali, non sarebbe in grado di fornire un giudizio super-partes, avendo già rigettato un accordo di patteggiamento, citando una sentenza della Corte Costituzionale, datata 1992,. Chiedono inoltre lo stralcio della posizione di Antonio Conte. Palazzi ovviamente ritiene questa una richiesta infondata.

E arriviamo al colmo dei colmi: la Commissione (ricusata in questo caso), respinge sia la richiesta di stralcio e sia la richiesta di ricusazione. Incredibile vero? L’istanza degli avvocati juventini viene ritenuta inammissibile. Una decisione che, in un paese normale, dovrebbe esser presa da un soggetto terzo e non chiamato in causa, in ItaGlia, dove le basi del diritto vengono calpestate ogni giorno, è lo stesso soggetto ricusato a respingere l’istanza.

Nel frattempo altri soggetti, fra cui lo stesso Siena, si accordano per nuovi patteggiamenti. La società di Mezzaroma, che si era vista rifiutare dalla Disciplinare una penalizzazione di cinque punti, chiude la questione con un salomonico -6.

La posizione di Conte (ndr: anche quella del suo vice, Alessio) risulta pendente: I legali stanno studiando la migliore strategia per combattere una Commissione ormai schierata. La società, ovviamente irritata dall’atteggiamento dei giudici federali, ha redatto un duro comunicato dove condanna gli avvenimenti di questa mattina.

Tre mesi dunque non bastano alla FIGC. Si vuole affossare ancora di più un uomo innocente, tirato in mezzo da uno che ha combinato più e più partite. Si vuole far pagare alla Juventus uno scudetto inaspettato, che in via Allegri (ogni riferimento è puramente casuale) già speravano di consegnare ai Silvio Boys. Si vuol far pagare un ricorso al TAR per 443 milioni di €, che se accolto manderebbe in rovina Abete e soci.

 Domani per noi juventini sarà una giornata cruciale, si decide praticamente una stagione intera. A dieci giorni dalla prima gara ufficiale, non sappiamo ancora se potremo avere il nostro condottiero al suo posto, in panchina a guidare I bianconeri come se avesse un joystick.

 Al momento la Juventus è in silenzio stampa e non si conosce la strategia dei legali del Mister: si cercherà un nuovo patteggiamento, magari aumentando (di poco) la squalifica di un mese o l’ammenda oppure si giocheranno tutte le carte nel non-processo sportivo?

 Non me la sento di dare consigli ai soggetti chiamati in causa, non è materia per me e la maggior parte di noi. Abbiamo le nostre idee, magari anche diverse. Ma qualunque cosa decida di fare il nostro Antonio, potrà sempre contare su una cosa: il nostro supporto. Perchè noi abbiamo e vogliamo continuare ad avere un sogno nel cuore: Antonio Conte allenatore.

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