Chi se l’aspettava un’accoglienza simile per il centrocampista brasiliano? Chi gli sta accanto giura che nemmeno lui si attendeva applausi, cori e tanto incitamento. Dopo essere stato linciato e massacrato dalla stampa italiana e quella brasiliana, Felipe Melo sbarca a Varese dove è stato atteso da De Bellis. La Juve lo ha ufficiosamente tolto dal mercato in vista di un’operazione, molto complicata, di recupero psico-fisico di uno dei mediani che, a meno di voler promuovere l’ipocrisia a intelligenza primaria, farebbe le fortune di una squadra di calcio se solo si decidesse a raffreddare i suoi caldi umori.

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Felipe Melo e De Bellis, Felipe Melo e Marotta, Felipe Melo e Del Neri: i tre personaggi che tenteranno un veloce recupero. Al centro della Juve finiranno, a turno, due fra Melo, Marchisio e Sissoko, con questi ultimi due in leggero vantaggio se non fosse per le qualità di equilibrio mentale che hanno sinora dimostrato. Ma il gioco dispendioso che vuole Del Neri presuppone un continuo cambio degli interpreti. Discorso analogo sulle fasce laterali. Quindi, tre protagonisti assoluti servono come il pane. In questa Juve non c’è quindi bisogno di inseguire un big in quella zona del campo. De Bellis lo rimetterà in forma il prima possibile (salterà i preliminari di Europe League per una tempistica logica). Marotta proverà a stilare una serie di regole comportamentali da tenere onde evitare un brusco cambio di rotta sul fronte mercato. Del Neri dovrà tirar fuori doti improbabili quali rettitudine al regolamento del gioco del calcio e aderenza alla tattica della nuova Juve. Che peraltro potrebbe favorirne le doti di incursore, lui più abituato a rompere e attaccare che a dettare i tempi come un vero regista. Anche questa è una sfida che attende Marotta e Del Neri e sarà decisiva per il centrocampo bianconero vista l’importanza del brasiliano.

Sul fronte mercato Marotta è praticamente bloccato dalle cessioni che tardano ad arrivare. Si registra però l’atteggiamento positivo dei tifosi, palesemente criticato dalla stampa. Dal mio punto di vista la feroce protesta contro chi si ostina a rimenere in bianconero è l’ennesima dimostrazione di come la gente che ama veramente la Juve vuole rivedere la vera Juve, composta da ragazzi che magari non saranno campioni, ma che hanno l’umiltà e la voglia di correre per quei colori. Visti questi quattro anni di disgrazie mi sembra un bel punto di partenza e una svolta rispetto al passato. Niente più nomi altisonanti o gente logora o semplicemente incompetente di Juve, ma ragazzi vogliosi di sfondare, di provarci.

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Il budget, già scarso, si è assottigliato ancor di più dopo le numerose entrate. Così non resta che giocarsi gli scambi. Ecco perché considero sospetto il non addio di Tiago e Grosso, nonché Poulsen e uno degli attaccanti fra Amauri e Iaquinta. Considero sospetti questi non-movimenti proprio in relazione alla prossima strategia che appare chiara: evitare esborsi di denaro liquido e puntare a scambi di cartellini con eventuale conguaglio. Da Agger a Aogo, da Forlan a qualche giovanotto interessante non ancora maggiorenne.

L’ultima novità è l’interesse, forse soltanto una maschera per stanare il Worlfsburg, per Adebayor, caduto in disgrazia al City perché Mancini è solito far spendere tanto e portare a casa poco o nulla o, al limite, qualche sporco trofeo sottratto alle avversarie. Il togolese, che bomber non è, potrebbe prendere il posto di Amauri e garantire quella fisicità e movimento che al momento non sembrano garantire Amauri stesso, Del Piero (che però gioca in un altro ruolo) e Iaquinta (recidivo negli infortuni, circostanza che la Juve non può più permettersi e quindi conviene fare un pensierino).

Detto di Diego, incedibile fino a prova contraria, allora la capacità di monetizzare non può che arrivare da gente come Tiago (almeno 6 milioni li scuciamo?), Camoranesi (mi pare debole la neo promossa spagnola, ma qui è lo stipendio risparmiato a far gioire Marotta), Grosso (4 milioni lordi fanno sempre comodo), Zebina (anche per lui, 4 milioni lordi), Poulsen (magari fosse vero l’interesse del Liverpool, lì c’è un Babel che sulla sinistra ci farebbe comodo) e appunto Iaquinta (10 milioni e si vende).

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