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Fine dell’attesa: Milan e Juve si sfidano stasera

I veleni solitamente servono a chi tranquillo non lo è. Mettiamola così: deferimenti, procedure d’inchiesta e una piccola voce da Bari su uno juventino imbrigliato nel calcioscommesse. Una macchina del fango che qui in Italia conosciamo. E visto il protagonista di chi ci sfida non è difficile capire l’intento.

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Le provocazioni di Allegri non sono mai state raccolte da Torino. Conte, e poi Marotta, hanno risposto in modo da non alimentare le polemiche: l’allenatore dispensando complimenti su complimenti, l’ad mostrando grande serenità pur non nascondendo il malcontento per l’operato arbitrale.

Questioni di stile e di vocabolario.

Allegri rinuncerà a Maxi Lopez e Boateng per infortunio, Conte ha dato il ben servito all’ennesimo rifiuto di Krasic a trasferirsi in Russia. Ci domandiamo, noi poveri comuni mortali, quali idee girino nella testolina del serbo ai margini del progetto Conte da tempo immemore.

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Quagliarella scalpita: lo danno in grandissima forma e sarebbe un delitto rinunciarvi. D’altro canto Conte crede moltissimo in Vucinic e una maglia da titolare sarà sua. Così il ballottaggio è fra Matri e il numero 18 bianconero. Per caratteristiche fisiche dovrebbe essere l’ex-Cagliari a spuntarla, ma Conte ci ha abituato alle sorprese. Niente da fare per la leggenda Del Piero. Forse ci sarà spazio nel secondo tempo, forse no.

Lichtsteiner dovrà impadronirsi della fascia destra, mentre Simone Pepe pare finalmente pronto al grande rientro (stavolta a sinistra). Già avvenuto, ma questa Juve, la Juve di Conte, ha bisogno del miglior Pepe.

Marchisio e Vidal affiancheranno Pirlo: il regista è probabilmente l’ago della bilancia di tutto il match. Sfida a distanza pure per Abbiati e Buffon.

La difesa a tre bianconera dovrà arginare le avanzate delle due punte rossonere più Emanuelson che partirà da trequartista. Mentre Nesta e Thiago Silva dovranno usare molta attenzione alle scorribande degli attaccanti di Conte.

Il compito più arduo resta quello dell’arbitro Tagliavento. Non vorremmo essere nei suoi panni: ogni decisione che prenderà sarà sicuramente criticata. Funziona così in Italia. Ed è un peccato perché si rischia di rovinare una grande partita.

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