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Finisce un calciomercato mai cominciato

Tempo di bilanci, ma in questo 2013 meglio non farli se tifi Juve. Da un possesso palla inefficace a un dominio territoriale mai tradotto in punti, dai gol incassati a quelli segnati. Più ovviamente il solito calciomercato in cui si continuano a evidenziare mostruosi limiti. Limiti di personalità, limiti di peso politico e contrattuale.

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Prestiti, comproprietà, acquisti e cessioni: ma solo di giovani, specie se Under 18. Ziegler così finisce ancora in prestito e nelle casse non arriva denaro contante. Non si riesce più a piazzare un giocatore a un prezzo decente, se non addirittura giusto. E quando si chiede la valutazione di un giocatore da acquistare si ottiene come risposta il doppio del costo ragionevole.

Marotta continua a farsi prendere per la gola e magari si fermasse solo alla gola. La Juve conta molto poco in sede di campagna di rafforzamento. Ero abituato ai tempi in cui la Juve non chiedeva… ma acquistava, punto e basta. E magari la stampa lo sapeva solo quando il fax era arrivato in Lega e il contratto depositato. Qui invece le mosse si sanno sempre prima, molto prima e tutto avviene alla luce del sole quasi fosse una sorta di reality show.

Errare è umano e abbiamo già perdonato, ma perseverare è diabolico e non possiamo più né perdonare né attendere. Abbiamo bisogno tutti di una Juve più forte, sul campo e fuori dal campo. Abbiamo bisogno di recuperare un po’ di peso politico. Abbiamo bisogno di una Società presente e abile. Più di tutti ne ha bisogno Antonio Conte che ha già dimostrato di saperci fare con gli allenamenti, le tattiche, i media e il gruppo. Ora però la brutta sensazione di aver perso occasioni preziose comincia a insinuarsi in ognuno dei tifosi bianconeri.

Se l’arrembaggio doveva passare per l’elemosina di Belfodil (un ragazzotto per cui il Parma ha chiesto il cartellino di Quagliarella e 13 milioni di euro, a conti fatti valutato poco meno di 30 milioni di euro!!!) e dal tentativo quasi patetico di convincere la Samp a cedere Icardi (e ancora ci si è sentiti rispondere “10 milioni di euro” per un tizio che ha segnato 4 gol in una partita), allora vuol dire che siamo messi male. Non tanto coi nomi, perché vuoi vedere che Icardi diventerà un grande bomber? E Belfodil il nuovo Ibra? Ma siamo messi male con le tattiche e le strategie.

Devo credere davvero che la Juve non abbia avuto idee da macinare se non le ultime intuizioni l’ultimo giorno di mercato? Da Lisandro Lopez a Icardi passando per Belfodil? L’acquisto di Anelka lascia più di un dubbio e non si tratta dell’età del francese, ma della tipologia di giocatore. Alla Juve, a Conte in particolare, serviva un bomber, una prima punta, un Gilardino dei tempi d’oro, per non dire un Trezeguet di qualunque tempo. Uno che stava in area, uno che appena passava un pallone lo calciava forte verso la porta (per dirla in stile “Bar Sport”). Uno forte fisicamente, uno alto, uno possente. Invece è arrivato Anelka a costo zero, mentre si stavano spendendo 10 milioni per Icardi più Matri.

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Ora, faccio due conti e provo a fantasticare, scusandomi con gli esperti di economia. 10 milioni per Icardi più Matri. Io avrei messo a budget 3 milioni di euro da destinare a Drogba da qui all’estate. Sai quanti palloni avrebbe messo dentro l’ivoriano? Metti Drogba al posto di Giovinco in Coppa Italia, o Drogba al posto di Vucinic contro il Genoa, o Drogba al posto di Quagliarella nel pareggio col Parma o nella sconfitta con la Samp. Qualche gol l’avrebbe infilato questo 35enne che appena un anno fa ha quasi vinto da solo la Champions.

Ora faccio altri conti. Quanto è costato Peluso? E perché non riportare a casa Masi che nel precampionato fu uno dei giocatori più positivi? Che razza di coerenza è quella di lasciar partire Masi e poi tentare un dissanguamento per Icardi? Che razza di coerenza è quella che porta all’acquisto di Anelka senza mai aver tentato l’approccio verso un bomber? Che poi avrei più perdonato Masi in caso di errore, ma convinto della crescita, che non un Peluso qualsiasi che già adesso sembra uno degli acquisti più sballati (visti gli errori che sono costati una qualificazione e una sconfitta).

Sono domande semplici, da uno che sta tentando di capire qual é la strada tracciata dalla Società, in questo caso Agnelli e Marotta. Perché qui una cosa soltanto è chiara: l’unico juventino è Antonio Conte, gli altri sembrano capitati per caso. E le difese immunitarie, i rospi da ingoiare, i silenzi per l’amore verso questa maglia… cominciano a mancare.

Errare è umano, perseverare non è da Juve.

P.S.

Dulcis in fundo non posso non sottolineare una cosa che ha dell’incosciente. Vuoi Poli? Prendi per il bavero il procuratore e il direttore della Samp e firmate insieme al bar dell’Atahotel. Invece anche lì si è andati per le lunghe per il gioco al rialzo di chi ovviamente sa che la Juve è un porto di mare. Morale: niente affare concluso, trattativa congelata, quasi definita, con altri due giovani di cui perderemo ovviamente il controllo (salvo poi riacquistarli a peso d’oro fra uno o due anni).

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