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Finisce tutto a tarallucci e vino?

Occhio alla notizia: Moratti vuole dire tutto ai PM. E se ciò accadesse sul serio significherebbe la chiusura definitiva di tutta questa storia. Perché davanti ai PM Moratti non ha nulla da fare. Lui dovrebbe rispondere, e seriamente stavolta, a tutta una serie di domande da parte di chi è stato accusato e adesso sta programmando una linea difensiva che in ogni altro paese del mondo sarebbe in una posizione dominante. Perché basta leggere le carte, basta andare a rivedere qualche buona statistica e magari anche qualche bella partitella. Me ne viene in mente una: finale di Supercoppa Italiana, Juventus contro Seconda Squadra di Milano, arbitro De Santis. Lo stesso arbitro che con Moggi falsava i campionati, lo stesso che in quel match annullò un gol a Trezeguet allo scadere del primo tempo. Un gol regolare. Lo stesso con cui la Juve raccolse quasi la metà dei punti a disposizione quando arbitrava lui. Scene da “Cose da pazzi”, il meraviglioso film con Vincenzo Salemme nei panni di un protagonista incredibilmente divertente, con Carlo Croccolo a vestire i panni dell’originale nonnetto. Ma non è un film, è la realtà.

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Moratti va e insabbia. Ci siamo abituati da anni, ben 15 per la precisione. Da Recoba col passaporto falso, a Veron, dai mille acquisti ai debiti ripianati in qualche modo. Da una gestione societaria al limite dell’intelligenza umana a dichiarazioni senza senso. Per sfociare nel punto più alto della sua gestione: Calciopoli, Farsopoli o Morattopoli. Il nome non importa, resta la grande immensa stronzata raccontata al grande pubblico. Solo che stavolta il pubblico non ha mai creduto a nulla. Nonostante gli sforzi di certa stampa e certa televisione, ora perfino i protagonisti si sono rotti le scatole. Perché come il Mondo in Bianconero ha scritto, anche la politica ora vuole chiarezza altrimenti restano un mucchio di balle mal raccontate e peggio dimostrate. Perché ciò che scrive Camillo è di una tale limpidezza e di una tale chiarezza da far rimanere a bocca aperta pure chi quel complotto lo ha creato ad arte, chi lo ha appoggiato e chi semplicemente ne ha legittimato la falsità con l’atteggiamento omertoso e accomodante.

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Tronchetti dice che tutto “è una strumentalizzazione”: tutto cosa? La tua indagine, quello che finora avete raccontato o che altro? Guardati bene attorno, Tronchettone. O Afef o qualche tuo braccio destro ha fatto uscire quelle carte dal tuo armadio pieno di scheletri: trovalo e annientalo. Perché questa è un’altra immensa dimostrazione delle tue incapacità. Come aggravante c’è il tuo ruolo nel CdA di quella specie di società di calcio. Sono fatti, Tronchetti, fatti e solo fatti. Inconfutabili, di facile lettura e molto molto logici. Dovete solo decidere chi quelle carte deve leggerle. Sarà complicato uscirne puliti.

Come finirà allora tutta questa storia? Di certo nessuno si è ancora mosso per fare chiarezza. Come al solito, qui in Italia, tutto è fatto ad arte per scrivere e vendere giornali, per organizzare i palinsesti televisivi e creare qualche buon caso per nauseare lettori e telespettatori. Poi tutto finirà come tutto è già finito: a pagare siamo solo noi, e noi bianconeri per tutti. Per il resto basterà aspettare qualche settimana e avrà inizio il Giro d’Italia. A quel punto, per quanto mi riguarda, non rimarrà che leggere qualche blog, vedere qualche partita di calcio estero e parlare di tutto, tranne che di calcio. Qui in Italia il calcio è finito nel 2006. In sua sostituzione un circo talmente brutto da non meritare tanta attenzione. Ai giudici l’ardua parola.

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