Menu Chiudi

Fiorentina-Juve: stiamo parlando di una partita di calcio?

Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport ed edizioni nazionali. Sembra tutto fuorché una normale partita di calcio. Mentre i boss a Napoli possono tranquillamente entrare in campo, a Firenze si fatica a trovare un posto per Antonio Conte. Chissà quale pericolo nasconderà mai il miglior allenatore d’Italia che a Londra si è sistemato in tribuna comodamente e senza alcun problema.

Advertisment

Che il grado di civiltà di questo paese sia andato a farsi benedire è chiaro da diversi segnali, comprese le sfuriate, a metà fra l’idiozia e la politica, di Diego Della Valle. Per non parlare d Renzi e dei tifosi viola. Eppure lo stesso Conte dimostrò un anno fa grandissimo senso di ironia e di correttezza. Gli sfottò sono piacevoli anche quando ti toccano personalmente, con quei parrucchini che gli fecero scappare un sorriso. Ma stavolta è diverso.

Advertisment

La Procura si prepara ad accogliere 2000 supporters bianconeri. Per inciso: da Calciopoli in poi “non hanno rotto un bicchiere” (cit. Mughini), mentre altre tifoserie hanno sospeso partite (leggi Genoa-Siena), gettato motorini dal terzo anello (leggi Inter) e chi più ne ha più ne metta. Davvero imbarazzante e anche deprimente un simile atteggiamento, anche perché non è per nulla paritario. Che ne é dell’etica quando si parla di Heysel? Quando si indossano maglie col numero 39 e quella scritta infame? Perché i Della Valle non scrivono un altro comunicato per chiedere il rispetto di vite umane e comunque di persone umane che però tifano altri colori?

E’ ancora calcio quando una squadra verrà scortata dall’albergo allo stadio, manco fossimo in piena guerra civile? Chissà, di certo c’è che la Juve non solo non ha contribuito a questo clima e ne siamo felici, ma si è pure tirata fuori adottando stili completamente opposti. Che poi, anche qui, si confonde il senso di giustizia per i torti ricevuti con un atteggiamento bellicoso. Altra stortura di un paese nel baratro più profondo.

Confidiamo nella serenità dei bianconeri, dei ragazzi che scenderanno in campo e aspettiamo con trepidazione il momento in cui l’arbitro fischierà l’inizio del match. A noi interessano quei 90 minuti, quei fottutissimi 90 minuti. La guerra è una cosa troppo seria e brutta per confonderla col calcio.

Advertisment