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Fiorentina-Juventus 0-0 Due punti persi o un punto guadagnato?

Per la prima volta dopo 43 partite una squadra ha messo in seria difficoltà la Juventus. Non tanto producendo tre palle gol, quanto producendo più gioco. Gioco che la Juve ha subito senza opporre un’adeguata resistenza. A tratti è sembrato che la Juve non volesse vincere il match, che si fosse presa una giornata sabbatica puntando forte sul weekend lungo (da sabato a martedì).

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Stanchezza, inadeguatezza dei suoi interpreti, scarsa voglia di aggredire la partita. Non è la Juve che conosciamo e che abbiamo conosciuto e l’interrogativo, visto questo inizio di stagione, è interessane. E’ solo questione di condizione fisica? Malignamente verrebbe da pensare che abbiano conservato tutte le energie per la partita contro la Roma.

Alla domanda del titolo si risponde facilmente: è un punto guadagnato, certo molto lontano dalla vittoria che non appariva impossibile per almeno due motivi.

Con la peggior Juve stagionale e la miglior Fiorentina… non si è andati oltre lo 0-0, con tre tiri dalla distanza controllati da Buffon, uno svarione di Ljajic e una traversa di Jovetic. E questo è il primo punto, a consolidare un concetto: servirà davvero qualcosa più della partita perfetta per ammazzare questa Juve.

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Il secondo punto è una sorta di corollario di quello precedente: sarebbe bastato qualche rinforzo più fresco per vincere questa partita, qualche riserva in più a dare sprint e forza a un 11 che o non ne aveva più o si teneva tutto dentro.

Vidal irriconoscibile, Pirlo impresentabile (e sarà bene alternare Marrone e Pogba fin quando il genio Andrea non avrà ripreso la condizione dello scorso anno), Quagliarella e Giovinco inconsistenti, Asamoah timido. Del match di ieri sera salvo solo Bonucci e Barzagli e Chiellini, gli unici ad avere il coraggio di portar palla e guardare avanti, senza quell’inutile trama orizzontale che ha portato solo fastidi e nessun beneficio.

Per la prima volta Carrera si è di fatto sgolato, con consigli e ordini mai accolti e rispettati. “Spingete”, “Asa sali”, “Siete in due, cercatevi” (agli attaccanti. La speranza è che sia la prima e l’ultima partita giocata in questo modo.

Infine, anche se pare fin troppo facile: ok la panchina lunga, ma che ne è di Bendtner che in questi match può darci una grossa mano? Serve proprio un ariete, una sorta di uomo grasso e grosso che faccia salire la squadra, che conquisti le palle alte, che incuta timore quando si va al cross o durante un calcio d’angolo. Che ne è e sarà di Matri? Inutile spremere Vucinic per 60 partite. Che ne è di De Ceglie? Con 14 uomini rischiamo di finire presto la benzina.

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