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Fiorentina-Juventus 0-1 Quel fottuto genio di Antonio Conte

Ok, è ufficiale: ha preso tutti quanti per il culo. Non usiamo le mezze misure per descrivere quanto combinato da Antonio Conte.

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Nella settimana in cui tutto e tutti hanno parlato, straparlato e già deciso la qualificazione, il tecnico leccese si è limitato a poche, ma devastanti battute nella conferenza stampa di apertura. Ha detto che la Juve punta decisamente a un traguardo storico, e qui la scelta è fra il terzo scudetto consecutivo e l’astronomica cifra dei 100 punti in campionato.

Ha poi detto che la Juve “ha sofferto solo negli ultimi 20 minuti, dominando i primi 70 minuti di gara”. Bene. Qui c’è tutto il suo malefico genio. La ferocia di un tattico spietato. La crudele strapotenza di chi conosce le cose-di-campo.

La Juve si presenta in gara col piglio di chi fa la gita. Mancavano giusto i cappellini e gli zainetti per gli uomini in campo. Poca reazione, poca voglia di attaccare, tanta attesa. Di tanto in tanto, Pirlo & Co. si sono limitati a graffiare la porta di Neto. Già nel primo tempo, mentre la Fiorentina si affannava alla ricerca del gol, i bianconeri mostravano chiaramente che appena toccato l’acceleratore potevano mettere freccia, sorpassare e salutare tutti.

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E con strategia perfida, al minuto 70 la Juve chiude tutto. In realtà, il secondo tempo è stato tutto a senso unico, visto che la Juve ha realmente cominciato a giocare.

Indiavolato Tevez, ma la palla non entra. Poco lucidi Pogba e Vidal. Bene Isla, molto dinamico, anche se non incisivo come Lichtsteiner. Così ci pensa Pirlo. Llorente riceve al limite dell’area e con una magia si libera dell’ammonito Gonzalo. Il difensore viola lo atterra. Ci piacerebbe discutere di moviola, ma qui è veramente dura ipotizzare un qualche furto.

Andrea Pirlo fa due passi, poi scarica un violento piatto destro, a giro, nell’incrocio protetto da Neto che però non ci arriva. Non può arrivarci. Seconda punizione e seconda partita risolta da un autentico genio.

Genio come Conte. E la Juve va.

Con tutto il cuore che abbiamo, ora andiamoci a prendere un trofeo europeo che manca da troppo tempo. Per di più, nel nostro Juventus Stadium.

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