Che la stagione sia fallimentare mi vien da ridere. Anche pensando a chi sta scrivendo queste cose, a chi sta pensando che ora la soluzione sarebbe quella di allontanare Conte. Solito problema dello scopo di certa comunicazione.

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Quando, in realtà, anche in questo blog, un fiume di autocritica sta attraversando l’universo bianconero. E non esiste esercizio più alto di questo per crescere: capire gli errori per non commetterli più.

Detto questo, con tutta onestà, aggrappandosi anche alla neve, all’assenza di Pirlo o alla mancanza di esterni di valori, la Juve esce per demeriti propri, saluta l’Europa che conta, proverà a onorare quella che conta molto meno, e punta al terzo scudo in tre anni. Ci sono società che stanno inseguendo il terzo scudo della storia: son dettagli, dicono alcuni.

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La furbizia turca ha fatto il paio con l’impreparazione bianconera. Troppo timidi nelle partite di andata, troppi punti sprecati. Abbiamo cominciato la stagione alla grandissima, poi una flessione (più mentale che altro) che ci è costata l’inseguimento alla Roma e l’uscita dalla Champions. Bastava la vittoria col Copenaghen o quella col Galatasaray all’andata per star più tranquilli in sede di qualificazione. Pazienza. Capita.

L’impreparazione è quindi dettata più da un atteggiamento che la Juve ha ritrovato solo dopo la scoppola rimediata con la Fiorentina. La scintilla che ha fatto svoltare la stagione. Su questo Conte dovrà duramente lavorare il prossimo anno. Perché è chiaro come il sole che ci sarà un prossimo anno.

Conte e la Juve ora si avviano verso Natale con due obiettivi: andare avanti in Coppa Italia e accelerare in campionato. Qualcuno dimentica che questa squadra bianconera domina incondizionatamente da quando Conte si è seduto su quella panchina. Qualche errore è concesso. Anche per apprezzare le vittorie.

Il punto reale di questa non qualificazione è capire che per competere in Europa serve molto di più in termini di risorse umane. Il Bayern si è divertito, il Barca ha vinto un set, lo stesso Real ha sfruttato giocate singole. La Juve ha il gruppo, serve però qualche ulteriore investimento. Su una base già buonissima, a tratti eccezionale (leggi centrocampo).

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