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Fuorigioco di Pato, i soldi di Cuper, lo strapotere del Barca

Grande giornata ieri. Tante informazioni, anche con l’avanzare delle trattative di calciomercato destinate inevitabilmente a chiudersi entro fine mese. Alcune di queste notizie sono anche clamorose.

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Cominciamo con l’ennesimo regalo ai rossoneri: campionato o coppa non fa differenza, i preferiti della classe arbitrale sono proprio loro. Sarà pure questione di 30 centimetri, come amavano dire al Processo di Biscardi, ma è pur sempre fuorigioco. Il capoccione, la spalla e e metà petto di Pato sono al di là della linea del penultimo difensore biancorosso e quindi il gol non sarebbe valido. Il condizionale viene spazzato via dallo strapotere di Galliani: quindi rete ok, Milan ai quarti. E che prestazione…

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In Spagna, in serata, il legale ha finalmente chiamato il giudice: a tutto c’è un limite, pure all’idiozia di associare alla suocera vagonate di centinaia di migliaia di euro. Che razza di pensione percepirà mai infatti la suocera di Cuper? Sì, proprio lui, il mago del 2000 che doveva portare lo scudetto nella maglia che meno di tutte lo merita. Ben 4 le sfide di Serie A, alla guida del Parma, sotto inchiesta. Partite sistemate grazie a un centinaio di migliaia di euro che Cuper ha giustificato come “regalo della suocera per sistemare casa”. A tutto c’è un limite, già, a tutto, ma a quelli che hanno respirato quell’aria strana si vede che il contatto con la realtà lo hanno perso da troppo tempo…

Niente da fare: riprovare prego! E’ il coretto che alcuni tifosi hanno riservato a Mourinho, l’uomo che a questo punto chiederà a Pelé e Maradona di tornare a giocare visto che dopo i monumentali acquisti si trova ancora una volta preso a pallate dal Barca di Pepe. Questione di intelligenza, questione di classe: forza bruta, a furor di milioni di euro come già a Milano, contro classe allo stato puro. Stavolta il Pep è più cattivo del solito, mandando in rete Abidal e Puyol. In Spagna lo hanno capito da tempo: è un fantoccio il povero portoghese, ad armi pari non la spunta mai, mentre in Italia per poco non gli si stendevano ai piedi. Non solo gli schemi dobbiamo imparare dagli spagnoli, anche quell’atteggiamento obiettivo nel giudicare professionisti e uomini…

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