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Galliani ammette: “Campionato irregolare”

Ebbene sì, finalmente le tessere del puzzle vanno al loro posto, quello giusto. Dopo la confessione di Zanetti Saverio, arriva anche quella di Galliani.

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Questo uomo sui 60 anni, pelato, grassottello (occacchio: sembra la fotografia di Mister X, quello che comanda il calcio italiano come da verbale degli zingari implicati nel calcioscommesse) che nessun tribunale ha mai toccato, oggi grida all’Italia:

Riteniamo che sportivamente il campionato non si possa più definire regolare.

Vi ometto la reale giustificazione a questa frase, reale ovviamente solo per Galliani e per le vittime che prenderanno per buone le sue parole.

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Di certo c’è che ha detto la verità.

Da quando Berlusconi ha deciso di occuparsi di nuovo di Milan, di scendere in campo candidandosi, sono successe tante cose carine. Il gol di Muntari dello scorso anno, pareggiato dalla mancata convalida del gol regolare di Matri, è stato ancora vendicato a dovere da Rizzoli con un rigore per fallo di schiena. Non prendete in mano regolamenti perché è una regola che non esiste. E da quella vittoria è comcinciata una rimonta rossonera impressionante.

Rigori concessi, rigori negati agli avversari, scelta opportuna dei cartellini da mostrare, un continuo martellare sulle TV e sui giornali che il Milan è tornato grande. In mezzo la scellerata scelta di volersela giocare col Barcelona. E mai che la moviola trovasse da ridire sulle partite del Milan, sui rossi a inizio partita che hanno spianato la vittoria, sui rigori concessi per svenimento di faraoni e cavalli di ritorno. Per poco Balotelli non prende Cavani nella classifica marcatori a furia di tirare calci di rigore.

Sì: il campionato è tutt’altro che regolare. Partito malissimo con la menomazione della squadra campione d’Italia. Di Milan-Bari non si parla più in merito al calcioscommesse. Dei rapporti quanto meno bizzarri, finanziari-economici, fra Preziosi e il Milan nemmeno. Dei Damato, dei Valeri e dei Rizzoli men che meno. Galliani stavolta ha proprio ragione. Ora… si costituisca!

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