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Galliani, l’artefice numero uno dell’inasprimento del codice etico

La notizia è di quelle da sorridere. In quei posti si impara presto a delinquere, anche nei piccoli gesti. Quei gesti che racconteresti a mo’ di battuta. Solo che il Corriere della Sera, nella penna di uno scalmanato tifoso giornalista, chiude in un modo che stride e fa a botte con la verità più naturale. Con calma, prima l’episodio divertente.

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Niang, fermato alla guida della macchina, tenta di farsi scambiare per Traoré, l’altro acquisto di colore del Milan. C’è un particolare: Niang è ancora minorenne, ma guida già una delle auto del parco macchine rossonero. Per loro la legge è un optional: la si può tranquillamente aggirare o abbattere come insegna il padre padrone e presidente rossonero, Silvio Berlusconi. E Galliani non è da meno.

I vigili che hanno fermato Niang hanno voluto vedere i documenti, probabilmente saranno pure comunisti. Scatterà di sicuro la multa, resta da capire chi in sede gli abbia concesso le chiavi di un auto che certo non poteva guidare. Sarà il solito comploto di Bersani o di Di Pietro, o magari del movimento 5 stelle (la Juve di stelle ne ha solo 3!).

L’articolo del Corriere della Sera non si ferma a raccontare l’episodio come una burletta, una di quelle cassanate che non fanno mai male a nessuno, ma aggiunge e chiude l’articolo con una falsità grossa come una casa:

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Quale multa si beccherà il baby-attaccante dal Milan? Salata, c’è da giurarci conoscendo Galliani, l’artefice numero uno dell’inasprimento del codice etico.

Artefice? Codice etico? Inasprimento?

Ma cara Monica, chi ti ha dettato l’articolo? Sotto quale effetto hai potuto mai trascrivere questa porcheria di finale? Galliani è probabilmente l’antitesi del codice etico, il punto diametralmente opposto alla lealtà e alla correttezza.

C’è un personaggio in Italia che ha avuto il coraggio di chiamarlo col nome che ben ne descrive la sostanza: “Proprio voi che siete la vera mafia del calcio“. E oggi ne paga tristemente le conseguenze…

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