Cominciamo dal pubblico genoano e dai telecronisti: protestare anche questa sera è veramente da piccoli uomini, inutili, falsi e violenti. Dove per violenza intendiamo le bugie e i pensieri brutti che ogni volta ci vengono quando sentiamo certi commenti e certe strumentalizzazioni. Peggio per loro.

Advertisment

Peggio per loro perché Pirlo ammutolisce tutti e costringe mezza Italia a un bruciore di stomaco che comincia a mietere vittime. Direttori di quotidiani che perdono le staffe per l’antijuventinismo che trasudano. Conduttrici e conduttori in delirio da gufaggine. E bene Buffon che respinge un rigore, alla faccia dei Pistocchi di turno.

Resta la Juve. Stanca, malconcia, spompata. Ma resta la Juve. Al minuto 89 ci pensa Pirlo, con una parabola malefica, lucifera, devastante. Parabola dalla perfezione celestiale. Parabola che regala ulteriori 3 punti a una Juve che ora si trova a quota 75. Vette raramente esplorate. Pensare che il Milan è 40 punti sotto.

Conte ha veramente poco materiale. Dobbiamo registrare, ancora una volta, le parole di inizio anno, quando si arrabbiò per le cessioni di Giaccherini e di Matri. Capiamo ancora una volta la ragione di quello sfogo: panchina corta, troppo corta, e ai primi acciacchi la Juve sembra scricchiolare.

Advertisment

Barzagli alza bandiera bianca prima del fischio di inizio. Speriamo in nulla di grave per giovedì sera. Chiellini stringe i denti, Bonucci accenna a un problema a un ginocchio solo sul finire di gara. Mentre il centrocampo è piegato in due dalla fatica. E Marchisio rientra forse domenica sera, quando sarà squalificato il francesino.

Poco da dire. Osvaldo incide poco, segnerebbe pure due gol, ma vengono entrambi annullati. Sul secondo, nessun dubbio: tutto regolare, in barba a chi intanto gridava “buffone” a un arbitro che poco prima aveva graziato Gilardino da un sacrosanto rosso. Mentre Llorente perde troppi palloni e non riesce a rendersi mai pericoloso.

Attendiamo come il messia il rientro di Tevez. Giovedì sera servirà ben altra gamba e ben altra lucidità. Siamo a metà marzo e la squadra sta soffrendo, come mai accaduto, a livello fisico. In avanti si fa più fatica a trovare il gol, ed ecco le ultime prove opache risolte sempre da un centrocampista, sempre da una magia.

P.S.

La ricerca spasmodica dell’episodio di segno contrario, anche un fallo laterale invertito, non fa che accrescere il valore di Antonio Conte e il suo lavoro magnifico. Mano in area Genoa: non è rigore. Ribaltamento dell’azione e stessa mano di Vidal: è rigore. E se De Sanctis si fosse tradito con quel #ersistema?!

Advertisment