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Genoa-Juventus 0-2 Siamo furbetti o forti?

Lo sfogo di Preziosi alla fine del match è semplicemente stupendo. Basterebbe ascoltare le sue parole per capire come la Juve ha giocato questa partita. Il continuo piangere di chi si trova a sfidare la Juve di Del Neri è in perfetta sintonia su quanto accaduto in passato, quando cioè i bianconeri erano un porto di mare dove chiunque poteva attraccare e portare via la roba. Stavolta di roba ce n’è davvero tanta, ma rimane a casa nostra.

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Enrico Preziosi è un personaggio stranissimo. Un folle coi soldi che si è espresso in questi termini:

Noi evidentemente siamo stati stupidi a mandare i nostri giocatori con le Nazionali. I nostri ragazzi erano stanchi ma hanno giustamente onorato gli impegni con le proprie rappresentative in settimana. La Juventus è stata più furba, non facendo rispondere alle convocazioni né Krasic né Marchisio: avete visto come stavano male in campo…

L’unico pensiero corretto di questa frase è il riferimento a stupidi, e in tal senso non includendo tutti i tifosi e le brave persone che gravitano dentro la società Genoa. Compreso Gasperini che ieri si sarà goduto la partita comodamente sul suo divano. Secondo Preziosi il medico della Nazionale era d’accordo coi bianconeri. Vale davvero la pena rispondere? Considerando Aquilani, Bonucci, Quagliarella, Chiellini! E’ un pensiero così demente che conviene ribadire il concetto che a caldo un Presidente non dovrebbe mai esprimersi.

Ma andiamo avanti, dottor Preziosi:

Evidentemente le lacrime di Marotta hanno funzionato, sono come quelle della Madonna. Difatti è arrivato un arbitro, Morganti, molto esperto, che ha una deroga, dopo questa stagione andrà in pensione e…

Se ciò fosse vero… alleluja! Vuol dire che torniamo a essere rispettati, così come si deve a un team partecipante al Torneo Aziendale numero 5. Preziosi dovrebbe essere deferito, ma a la Federazione pare non volersi esporre più di tanto per non rischiare di diventare una sorta di paradiso in stile neuro, dove i pazzi o diventano dirigenti o diventano protagonisti.

Secondo Preziosi, dunque, la vittoria della Juve è viziata da episodi controversi. Su Marchisio glisso perché il Principino è andato ai Mondiali malconcio e perché mi pare abbia ampiamente dimostrato di essere una persona molto seria, ma molto seria. D’altronde Marchisio non è serbo, quindi è serio. Viceversa Krasic è serbo, quindi per Pistocchi non è una persona seria. E io sono felice che sia un farabutto. Ma quali sono questi episodi che hanno condizionato la gara? Ci aiutiamo con – udite udite – Civoli della Domenica Sportiva e l’arbitro che fu chiuso negli spogliatoi di Reggio Calabria nelle fantasie di certa gente molesta che dovrebbe garantire giustizia e equità.

Moviolone. Pronti via Criscito va giù durissimo su Krasic. Tecnicamente è un fallo da tergo. Giallo sacrosanto per Civoli, arancione per Paparesta. Un paio di fuorigioco non segnalati su Toni che hanno portato a un tiro fuori e a un calcio d’angolo. Una simulazione di Kaladze nel finale su un non-tocco di Sorensen. Una schiacciata degna del miglior Mastrangelo di Toni che poi, in modo meschino, mima di aver colpito il pallone con la fronte: giallo e gol giustamente annullato per gioco antisportivo. Con la mano, fino a prova contraria, non si può ancora segnare. Stop. La moviola finisce qui? A Controcampo perfino Liguori chiede se ci sono rigori, gialli mancanti, rossi mancanti, fallacci o tasse non pagate dai giocatori bianconeri. Non c’è nulla. E le proteste di Preziosi? Con gravi accuse di combine rivolte alla dirigenza bianconera? Passano in cavalleria? Aveva bevuto? E’ legittimo andare davanti alle telecamere e fare la figura barbina così come ha fatto Preziosi? E’ tutto normale?

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Se mi è permesso, vorrei allora dire la mia sulla partita.

Su un campo difficilissimo, contro una squadra in grande forma e che veniva da due vittorie, la Juve si presenta con un carattere e una personalità che non mi aspettavo. Sicura, decisa, tosta, grintosa. E’ la Juve che ha ritrovato la mentalità giusta. E’ la Juve di Andrea Agnelli.

Del Neri ha ritrovato il centrocampo dei sogni. Marchisio a sinistra, un soldatino dai piedi buoni che è tornato a offendere come nelle prime giornate di campionato. Aquilani, ad oggi, è il miglior centrocampista italiano e forse qualcosa in più. Sempre prezioso, sempre puntuale nelle aperture e sempre disponibile al passaggio distensivo. Talento cristallino con la palla al piede, è forse la pedina più importante nello scacchiere di Del Neri. Che qualcuno lassù preservi i suoi muscoli. La sua assenza in coppa peserà moltissimo. Con Felipe Melo forma una delle coppie più belle ed efficaci degli ultimi 10 anni. Il brasiliano si è trasformato. Pulito ed elegante, una macchina da guerra, con un tasso tecnico non indifferente. La sorpresa è quel carisma e quella serenità che conferisce alla squadra intera. Prende botte, rilancia e provoca cartellini gialli. L’avresti mai detto, tu tifoso bianconero? Insomma, la speranza di un Felipe Melo da 6,5 c’era ad agosto, ma ritrovarselo così, alla soglia di un 7,5 in pagella costante… proprio no.

Il centrocampo è completato da Krasic. Signore e signori questo qui è un fenomeno. Stop alle telefonate, il verdetto è semplice: è un campione, che non ha ancora vinto, ma che ha stupito tutti. Forza fisica impressionante, piedi che cominciano a girare come meglio non si potrebbe, efficacia. Le parole dei compagni sono la migliore descrizione del contributo del serbo: spacca la partita in due, sensazionale, difficile da fermare. Lo temono in tanti, praticamente tutti i tifosi avversari che si aggrappano a quella infelice uscita di Pistocchi che ne ha marchiato la presenza in campo come non-serietà. Per fortuna Pistocchi è Pistocchi e Krasic è Krasic. Se decide di partire sono dolori. Uno o due avversari, dieci metri o quaranta metri di campo, destra o sinistra, allargarsi o accentrarsi… per Krasic tutto è indifferente. Basta che ha il pallone tra i piedi. Annienta Criscito e ridicolizza Veloso, sfianca ogni tipo di terzino che si trova davanti. Assist a manetta (se solo là davanti ci fosse Trezeguet) e altro gol. Aveva poca benzina in corpo e meno male! Appena due anni fa avevamo pianto per un Nedved che smetteva… adesso possiamo sorridere per un nuovo caschetto biondo che sfreccia in campo.

Che altro c’è da dire? Che la Juve non ha quasi mai rischiato? Che Storari è oggi il miglior portiere italiano? Che la fortuna ci ha dato una mano, ma la fortuna stavolta siamo noi a stanarla? Che siamo più forti delle assenze e degli acciacchi?

Lo stato mentale di questa squadra è incredibile. Faccio notare l’atteggiamento di Capitan Del Piero, che prima di tutto è una persona molto intelligente. Al momento del cambio, cioè al momento di siglare un altro record ancora con la maglia della Juve, Aquilani chiama la panchina. Del Piero grida a Iaquinta di restare in campo. Si siederà in panca e al suo posto entrerà Salihamidzic. Non ci è rimasto sicuramente bene, ma ha anteposto ancora una volta il bene della SUA JUVE a quello proprio, di una storia che è già leggendaria e per nulla finita! E qualcuno si ostina ancora ad azzardare paragoni con un tipo romano che gioca a calcio. Grazie Capitano. I minuti risparmiati saranno preziosi giovedì sera.

A proposito di giovedì sera. Con la situazione che si profila in campionato, non sarebbe pragmaticamente-logico abbandonare l’Europe League? Detto diversamente: se la Juve ha la possibilità di preparare le gare come si deve (cioè potendo contare su 6 giorni di lavoro) poi dimostra automaticamente di poter fare di tutto a tutti. Il giovedì sera invece è fonte di distrazione e di stress. Corrode le energie nervose e fisiche e non porta reali benefici. E’ un torneo massacrante e non abbiamo gli uomini necessari per affrontare un intero anno. Perché io rinuncio a rileggermi le regole europee sui trasferimenti di giocatori (non so se Aquilani e Quagliarella potranno giocare da gennaio in poi, qualunque cosa accada a Liverpool e Napoli) e perché gli uomini contati non permettono grandi cambi.

Infine, un pensiero per Sorensen. E’ stato prelevato dalla serie cadetta danese. A 17 anni. Alto e biondo, forte di testa, è stato buttato nella mischia per eccesso di assenze. Prima da centrale e non ha assolutamente sfigurato. Ora da esterno destro con compiti prettamente difensivi e risulta quasi insuperabile. Abbiamo massacrato per anni la vecchia dirigenza per le operazioni Tiago, Almiron, Andrade, Knezevic e me ne dimentico altri cento, ma vogliamo rendere grazie, che è cosa buona e giusta, a Mister Marotta e a quel fenomeno che è Fabio Paratici? In attesa di un bel regalo di natale?

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