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Genoa-Juventus 1-3 Bastano anche 45 minuti

Sembra paradossale, ma è l’evoluzione. L’anno scorso alla Juve quasi non bastavano 90 minuti per sfogarsi e vincere. Molte partite sono state pareggiate per l’incredibile sterilità offensiva. Tanto gioco prodotto e curiosamente pochi gol. Poi Conte trovò il 3-5-2 e tutto si stabilizzò per il benestare dei tifosi e dei ragazzi in campo.

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Quest’anno la Juve sembra essere partita col freno a mano tirato. E col Genoa si è pure concessa il lusso di giocare solo 45 minuti. I secondi 45 minuti, perché il primo tempo è stato regalato. Avremmo voluto la diretta direttamente dallo spogliatoio bianconero. Carrera non è Conte, ma certamente si è fatto sentire. Prova ne sia lo sguardo di Giaccherini all’uscita del tunnel: occhi di chi è stato sgridato, puntualmente rimproverato e rincuorato, di chi è stato caricato a molla per ribaltare tutto.

La Juve del primo tempo è la peggior Juve stagionale, in realtà la più brutta della gestione Conte. Una possibile spiegazione, per nulla banale, è l’imminente debutto in Champions. Non prendiamoci in giro: chi, insieme al proprio amico sul divano, non ha pensato al Chelsea prima, durante e dopo il match? E i ragazzi che sono scesi in campo avranno fatto lo stesso pensiero. Lo si è visto dalle azioni confusionarie e dalla scarsa attenzione in fase difensiva, praticamente il punto di forza di Antonio Conte.

Svarioni degni di una squadra di dilettanti, lisci e addirittura incapacità di fare la partita. Pirlo sbadato, Marchisio assente, Giaccherini volenteroso, ma poco efficace. L’unico a metterci un po’ di grinta è stato Giovinco. Al doppio fischio il pensiero di un pomeriggio maledetto è venuto anche al più grande dei tifosi ottimisti. Troppo brutta per essere vera Juve, e infatti…

Chissà Carrera cosa avrà detto, di certo c’è che la Juve ha iniziato a fare la Juve. Molta più cattiveria negli interventi e certo maggiore ordine in una manovra che attende comunque la migliore condizione della squadra. Questo, sommato alle intuizioni di Conte nei cambi, ha dato la svolta al match.

Da segnalare l’ottima prova, a mio modo di vedere, di Sebastian Giovinco. Quando è entrato Vucinic ha potuto sfogare la sua tecnica e comunque era stato uno dei pochi ad aver tentato la manovra e la giocata nel primo tempo. E’ proprio Giovinco a suonare la carica con uno sfortunato palo. Il talento di Beinasco ha il merito di puntare sempre verso la porta e tentare il tiro. Con Matri quasi nessun passaggio utile, perché l’ex Cagliaritano si muove male in quella posizione ed è di poca utilità in fase di manovra. Molto più a suo agio con Vucinic al quale ha ceduto il rigore del vantaggio. Gran gesto, a conferma di come l’intesa fra i due è in netta crescita. E la Juve ne beneficia. Da un assist di Giovinco poteva nascere il 4-1 di Vucinic, ma il genio montenegrino ha pensato che poteva andar bene anche così.

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Se l’ingresso di Vucinic ha dato sostanza in attacco, quello di Asamoah ha di fatto spaccato il match. Ci ravvediamo su un nostro pensiero circa il ghanese: questo è un autentico fenomeno anche coi piedi. E non può essere un caso se alla quarta partita ne segnaliamo le indiscutibili doti tecniche. Conte ha ancora trovato l’intuizione più utile: spostarlo sulla fascia e fargli scatenare il fisico esplosivo. Come nel gol di Lichtsteiner, Asamoah spacca il match procurandosi un rigore più netto che utile, perché a quel punto la Juve aveva già spinto sull’acceleratore e sarebbe comunque passata. Ancora una volta.

Con un Marchisio finalmente in partita, un Pirlo meno svagato e un Giaccherini che fa felice Conte (e non solo).

Si farebbe comunque un torto a non citare Gigi Buffon. Prima ipnotizza Immobile, poi salva un paio di poderose conclusioni dalla distanza, quindi compie un miracolo su Bertolacci (che si gasa quando incontra la Juve). Proprio lui è a innescare una vecchia e crudele legge del calcio: “gol sbagliato, gol subito”.

La Juve che si appresta a volare a Londra lo fa dall’alto dei 9 punti, ma con una serie di incognite che vanno valutate. Chiellini, questo Chiellini, è improponibile in Champions, mentre a destra urge il debutto di Isla perché Caceres è molto più a suo agio in difesa (al posto di Chiellini?). Mentre Quagliarella e Matri avranno a questo punto sempre meno opportunità di mettersi in mostra. Il debutto di Bendtner si avvicina e tutti noi speriamo si riveli un acquisto prezioso, e se così dovesse avverarsi, allora sarebbero ancora più chiare le gerarchie in attacco. Intanto ci godiamo questo primato, coscienti che solo 45 minuti in Champions potrebbero non bastare.

P.S.

Mi sarebbe piaciuto giocare la gara con Matri al Genoa e… Immobile alla Juve. Il ragazzo dimostra di essere già pronto per il calcio che conta, con fisico e tanta cattiveria. E quel maledetto vizio che poteva castigarci. L’unico vizio che nel calcio è perdonato: il gol!

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