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Gente che va e gente che viene

Mentre il giornalaccio allontana Del Piero dalla Juve, a Torino è chiaro che bisogna lavorare seriamente. Da Buffon a Melo, da Trezeguet a Camoranesi, da Amauri a Sissoko. Tutti nell’occhio del ciclone. Tutti con un piede fuori dalla Juve e l’altro pericolosamente dentro.

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A firma di Bramardo, o qualcosa del genere, uno degli articoli più surreali. Praticamente dà già fatto il passaggio di Del Piero negli States. Come se si trattasse di un giovanotto qualunque, peraltro bocciato in questa stagione. Come se a scriverlo fosse un signore che si è risvegliato da un lungo sonno cominciato nel 1992 e quindi si sia perso gli ultimi venti anni di calcio in cui Del Piero si è reso talmente protagonista da dar fastidio alla stampa italiana. Il fastidio è dettato dalla sua Signorilità, dalla sua classe immensa dentro e fuori il campo. Sempre lucido, pacato, mai fuori dagli schemi. O, considerando il tasso di educazione e intelligenza del calcio moderno, molto fuori da questi schemi. La Juve affonda e la cara Cazzetta-Rosa sembra voler dare le colpe a Del Piero. Non credo di dover replicare a tale articolo e a tale concetto.

L’unica verità è che Del Piero negli States ci vive bene… le vacanze. E potrebbe anche un giorno decidere di approdare oltre oceano, seguendo l’esempio di BobbyGol che andò a formarsi. Formarsi per un lungo periodo da dirigente. E chissà che lo stesso percorso non venga intrapreso da Alex in futuro. Già, in futuro. Per adesso, anche visti i limiti dettati dall’età per esempio, fa parte della Juve. E a lui sono affidate molte speranze per il prossimo anno. Anche per venti minuti, anche per dieci. C’è bisogno di Alex per far capire cosa significa indossare la maglia della Juve. C’è bisogno della sua personalità dentro uno spogliatoio mai come oggi spaccato o poco unito, ammesso che ci sia differenza fra i due concetti. Complimenti a Bramardo per l’invenzione letteraria, ma i premi per la fantascienza sono finiti.

Marotta, di riflesso, dovrà occuparsi di casi spinosi e ben più reali di quelli riguardanti il Capitano. Gigi Buffon si è espresso, come sempre in modo chiaro. Ma è altrettanto chiaro che Buffon alla Juve potrebbe anche non rimanere. Serve un taglio e paradossalmente dalla sua vendita potrebbero arrivare i maggiori soldi da reinvestire sul mercato. La rosa è da ringiovanire, praticamente in ogni reparto. E prima o poi bisognerà dire addio a SuperGigi. Io propenderei per la sua permanenza, stesso discorso che per Del Piero: una personalità troppo importante, un Campione vero come pochi al mondo.

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Gira una voce a Palermo: Amauri potrebbe seriamente ritornare. Rossi ha bisogno di un ariete, la Juve praticamente non ha bisogno di Amauri. Due anni fa quel genio assoluto di Secco lo prese per 23 milioni di euro. Bastava dar ragione a Luciano Moggi per evitare di cedere Nocerino alla concorrenza (concorrenza, sì, siamo realisti!). Oggi piazzare questa larva che funge da attaccante è complicato, alla luce anche di un rinnovo quanto mai azzardato. Il suo procuratore è comunque certo: Amauri non si muove da Torino. Ti credo!

Se Amauri non parte, è quasi certo allora l’addio al bomber franco-argentino. Dopo una valanga di gol, quattro scudetti e moltissime soddisfazioni, David Trezeguet lascerà la sua terza patria, dopo Argentina e Francia. Un altro francese a irrobustire una storia che ha visto in Platini la stella più brillante. La Juve cerca disperatamente il suo erede, ma io in giro non ne vedo. Farei follie giusto per quel Pazzini in blucerchiato, ma significherebbe, dopo Marotta, Del Neri e Paratici, una razzia. Non siamo mica Disonesti, noi!

Confermato Sissoko dai tifosi, resta da capire il volere di Del Neri. A centrocampo serve uno dai piedi buoni e dai tempi da regista. Serve uno capace di svolgere i due ruoli: incontrista e regista. Ai tempi del Chievo meraviglioso interprete fu Eugenio Corini, nato proprio in bianconero. Ai tempi della Samp invece è stato Palombo. Ma oggi serve un talento. Scartata l’ipotesi Ekdal – perché è bello dire puntiamo sui giovani, ma serve pure coraggio a lanciarli – non resta che affidarsi all’estero, perché in Italia oltre Pirlo non vedo altra gente.

Melo sarebbe una pedina perfetta per qualche clamoroso scambio all’estero. Spagna, ma più probabilmente Inghilterra. Londra per esempio, sponda Arsenal, ma non prenderò in giro nessuno pubblicando il nome di Fabregas. Quello me lo tengo per me, giusto per sognare. Ci fosse Moggi allora sì che dal sogno ci potremmo svegliare facilmente, ma i tempi sono altri. Se non Fabregas almeno Van Persie, proprio con questo tono da elemosina di emozioni. Sarebbe pure più utile dello spagnolo, e persino un colpo importante tatticamente.

Intanto negli States la Juve porta con sé un uomo che Del Neri conosce bene. Simone Padoin, italiano, italianissimo, giovane e di belle speranze. Fa l’esterno, sinistro in particolare. Ha siglato un bel paio di campionati con la maglia, ahinoi, nerazzurra di Bergamo. Ha un tiro potente e buona corsa. Vedremo. Si allontana però clamorosamente il nome di Antonio Candreva. Un centrocampista che ha dimostrato più di tutti di poter crescere e stare alla Juve. Un giocatore che ha rispetto agli altri ha guadagnato consensi, favori e voti alti. Ma la Juve vuole farsi del male e lascerà perdere tutto. Eppure Candreva potrebbe inserirsi e trasformarsi in un centrale. Ottimo dribbling, buona la visione, buona la corsa, buono il fisico. Ha 22 anni, è nel giro della Nazionale. Sembra proprio avere tutti i criteri indicati da Marotta. Se mai la Juve non dovesse riscattarlo qualcuno dovrà pur dire i motivi per cui si è lasciato andare un simile giocatore, no? A proposito, Candreva è un’invenzione di Bettega. L’ultimo regalo per una Signora che lo ha tradito! Vergogna!

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