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Gentile informazione radio-televisiva italiana… vergogna!

Stamattina al bar la discussione era accesa. Lo sport non c’entrava nulla, l’argomento era tutt’altro. Qualche conto non tornava e così i toni si sono, simpaticamente, alterati. Alla fine della fiera, fra risate e pacche sulla spalla, mi sento dire “fai come Moggi che alla fine non è riuscito a dimostrare nulla!”. Poiché conosco il mio interlocutore come persone seria e intelligente, la domanda sorge spontanea: “Beh, se tutti rifiuti di leggere articoli su Calciopoli?!?”. Controrisposta: “Ma io li ho letti. Sulla Gazzetta c’è la cronaca completa di tutto il processo e come dice Narducci le prove si sono rafforzate”.

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Signore e signori non è uno scherzo. Una persona colta e che – ci tengo a precisarlo – non guarda il calcio è seriamente convinto che al Processo di Napoli la difesa ha fatto un buco nell’acqua. Siccome oggi è il 28 settembre ho chiesto al mio interlocutore se ha letto qualcosa sull’arringa di Prioreschi del 27 settembre. Mi risponde ancora di sì e perciò chiedo dove. Risposta banale, stupido io che ho fatto la domanda: “Gazzetta dello Sport”. Deprimente, assolutamente deprimente.

Il racconto di Galdi e Piccioni – già perché lì alla Gazzetta le cose le vogliono fare per bene: non ne basta uno di scrittore di fantascienza, ma raddoppiano – è una cronaca asettica e lucida della giornata straordinaria di Prioreschi. Asettica perché il tutto pare tirato via, allontanato da due anni in cui le difese hanno letteralmente fatto a pezzi testimoni chiave (trasformatisi nei migliori alleati della difesa stessa) e soprattutto i PM e Auricchio definiti a più riprese “buffoni e imbroglioni” (ci tengo a precisare che l’uso dei due aggettivi è giustificato da qualunque dizionario italiano e dalla presenza di numerose prove emerse al Processo di Napoli) perché l’italiano non è un’opinione e perché i fatti confermano l’uso di questi aggettivi.

Ma si sa, lo sapevamo da tempo: quel giornalaccio rosa ormai segue una linea ben precisa, linea che si discosta anni luce da criteri di equità e professionalità ormai abbandonati in Italia. Però, mi chiedo, da qualche altra parte qualche tifoso avrà ricevuto un po’ di informazione sulla giornata epocale a Napoli, no?!?

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Ecco, no! Sul sito di Mediaset e sul televideo RAI (come mi informa il gentilissimo @Paolo) non c’è traccia dell’arringa di Prioreschi. Mah, probabilmente staranno preparando il servizio. Anche a ragione, dico, il ritardo è giustificabile: bisogna mettere ordine alle idee e selezionare alcuni pezzi di arringa che in circa 3 ore hanno decretato la morte della Giustizia Italiana. Ma fino a tarda sera non c’è traccia di Calciopoli-ormai-Criminopoli (grazie ancora a @Paolo per la dritta).

Ok, desistiamo un attimo. Domani [oggi, nda], con la sveglia puntata inesorabilmente alle 07:00, c’è sempre spazio per la lettura di un po’ di giornali. E un po’ zapping in TV. Ma non ho trovato nulla. So tutto di Ranieri e ho chiaro che bisogna scrivere 8 pagine sulla vittoria del Milan sulla corazzata Viktoria (che non è la moglie di Beckham) e dedicare un po’ di minchiate sulla situazione straziante della Juve (Pirlo è depresso, Vucinic praticamente è diventato una sorta di bullo dei difensori avversari, Andrea Agnelli ha le mani bucate, mentre Conte improvvisamente ha dimenticato pure quanti sono gli uomini che deve scegliere da mandare in campo: 11? 13? Giocherà col 7-4-3 per esser un po’ più coperto?). Ma non vi è traccia dei concetti chiave di Prioreschi.

Allora, cari organi di informazione radio-televisivi italiani, lo vogliamo cambiare questo Paese? Vogliamo tornare sui binari dell’equilibrio morale, etico e civile? Vogliamo giustificare gli stipendi e i milioni di euro che dalle mie tasche escono per entrare nelle vostre casse? Fare il giornalista e il cronista non ve l’ha imposto nessuno e si tratta di un lavoro delicato: o lo fate per bene, magari rinunciando a qualche notizia, ma mai venendo meno alla deontologia professionale che deve accompagnare ogni vostro lavoro.

Meno male perciò che esistono siti quali ju29ro e Giù le mani dalla Juve, più tutti quelli che ho raccolto nella pagina dedicata alle fonti su/con cui informarsi veramente. Ma non c’è da disperarsi: speriamo solo che questa incazzatura biblica possa trasferirsi in forza mentale in più per la truppa di Conte.

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