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Giallo come il sole, rosso come il cuore mio

C’è giallo e giallo. E c’è poi un giallo molto particolare, tendente al rosso. Un po’ come i meravigliosi colori della primavera. Dipende tutto da come guardi ai colori. Così l’arbitro di Napoli-Juve ha preferito andare verso il sole, mentre l’arbitro scelto da Galliani ha preferito una scelta di cuore.

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Cavani ammonito, Candreva espulso. Quando il regolamento imponeva esattamente l’opposto. Se volete, ancora una volta, è tutta qui la differenza di passo. Per il resto poco da dire, in un Paese dove tutto è possibile.

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Per esempio in un Paese dove si fatica a metter gente in galera, quella cioè che dovrebbe andarci davvero e restarci soprattutto. Cellino si dice amareggiato: voleva star dentro. Una presa per i fondelli con quanti dentro ci sono veramente, magari a torto. Ma è fuori e si godrà gli arresti docimiliari in qualche sua villa. In settimane di duro lavoro sento di invidiarlo particolarmente.

Alla Pinetina invece si alzano le mani. Dalle battute, uno contro l’altro, alle mani. E la colpa non è tanto di un allenatore che sta sbarellando ormai da tempo, ma di una qualche spia. Pensa un po’: le spie mancavano al curriculum immacolato di Moratti, ma mai dire mai nella vita. Ed eccole qua le spie. Così come appare chiaro che adesso stampa e TV devono fare una scelta: Stramaccioni o Cassano. Con un paio di dubbi:

  • chi ha deciso che Cassano era cambiato e addirittura si faceva portavoce della limpidezza e della liceità di comportamento (qualche mese fa, contro la Juve e Agnelli)? Lo chiediamo a Franco Arturi della Cazzetta che oggi ci paragona tutti a Cassano: sicuramente lo sono loro di quella redazione, non certo io e la gente che frequento… se permettete;
  • chi ha deciso che Stramaccioni era il nuovo Mourinho o un allenatore capace e già pronto?

Rasentando il ridicolo oggi si apprende, infine, che un tifoso bianconero è stato arrestato per i fatti di Napoli, mentre sarebbero oltre 40 gli indagati fra i tifosi juventini. Non si hanno notizie sul lancio di sassi al pullman e la maglietta contro l’Heysel sventolata al San Paolo di cui oggi si descrivono scenografie meravigliose. Compreso magari il “se saltelli muore un altro Agnelli”. Te capì?

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