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Giovinco alla Juve per restarci: ecco perché

Via Del Piero, dentro Giovinco. Quando nel 2006 Deschamps ne annunciò l’esordio in Prima Squadra molti ebbero a dire che si trattava del ragazzo che avrebbe ereditato la maglia numero 10. Poi qualcosa si è rotto.

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A torto o a ragione Giovinco è uno dei pochi che si è ribellato alla scellerata gestione della Juve della premiata ditta Cobolli-Blanc. Con Ranieri burattinaio di una banda davvero non all’altezza del nome Juve. Quanti errori, quanto tempo sprecato. Fra questi errori c’è Giovinco.

La storia del genio di Beinasco

Giovinco: la sua simpatica esultanza

Giovinco: la sua simpatica esultanza

Grande stagione all’Empoli, con Cagni in panchina. 35 presenze e 6 gol. Ma non fatevi ingannare dal numero, perché la stagione fu realmente esaltante. Piccolo, ma con grande tecnica. Ricordo ancora Cagni che confessò a una trasmissione di dire spesso ai suoi giocatori “la palla datela a lui che qualcosa succede”. Sempre di lui diceva Nedo Sonetti che “ha sempre il naso puntato verso la porta avversaria, mi piace molto questo ragazzo”. Con queste premesse tornò alla Juve, in coppia con Marchisio che aveva firmato una stagione davvero superba. Chissà, magari con qualche altro tecnico i due si sarebbero imposti subito con la maglia bianconero, ma meglio tardi che mai. Ranieri quasi bruciò Marchisio, mentre di fatto bruciò Giovinco.

Al suo primo vero anno di Juve mette assieme 27 presenze, ma davvero pochissimi minuti. I gol sono stati 3, fra cui una meravigliosa punizione al Lecce. Di quell’anno deve essere ricordato soprattutto l’ingresso in Champions League contro il Chelsea. A qualificazione compromessa il giovane con la maglia numero 20 entrò a sinistra e in quei pochi minuti rischiò di spaccare la partita. La testimonianza più pregnante di quei minuti la potete trovare negli archivi dei giornali inglesi che lo elogiarono come poche altre volte per un italiano.

Con Ferrara in panchina, con Diego nuovo acquisto e il sempreverde Del Piero, Giovinco trova poco spazio. 19 presenze totali, un solo gol, tanta delusione. Il Parma gli offre l’occasione del riscatto.

Il biennio emiliano è da incorniciare. 70 presenze, 23 gol, 16 dei quali nell’anno appena concluso. A fargli bene una ritrovata posizione tattica: libero di svariare in attacco, potendo agire accanto a un attaccante di peso con cui scambiare spesso.

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Utilizzo tattico

Sebastian Giovinco, detto la Formica Atomica, è una classica seconda punta. Più seconda punta e meno trequartista in quanto ama gli spazi ed è necessario, per il suo gioco, sfruttare gli spazi. Gran dribbling, buon tiro, quest’anno ha pure colmato una sua lacuna: il tiro dalla distanza. I calci piazzati sono pure il suo forte, e da Pirlo potrà ulteriormente imparare.

Nello scacchiere di Conte Giovinco potrà essere usato con qualunque schema. Nel 3-5-2 potrebbe far coppia con Vucinic e allargarsi per lasciare spazio agli inserimenti dei centrocampisti.

E’ perfetto pure come attaccante esterno nel 4-3-3, ruolo che secondo me Conte vorrà affidargli.

Di sicuro viene per restare. In tempi non sospetti Conte disse “è un giocatore che mi piace, vorrei allenarlo”. Più chiaro di così!

Le polemiche e la reazione dei tifosi

Giovinco e Del Piero: passaggio di consegne?

Giovinco e Del Piero: passaggio di consegne?

A molti tifosi non va a genio il comportamento di Giovinco tenuto da quando è a Parma. Sebbene anche noi lo abbiamo criticato per certe uscite che poteva risparmiare a noi tifosi, è pur vero che bisogna capire lo stato d’animo di un ragazzo che è stato trattato in modo particolare. Ha fatto tutta la trafila alla Juve con Marchisio e il suo primo anno si è dimostrato molto umile e attaccato alla maglia. Stesso discorso il suo secondo anno dove però, nella seconda parte di stagione, si rompe qualcosa. In realtà a rompere il tutto è Ranieri che riesce a mettersi contro la gran parte dei senatori. Da lì Giovinco subirà il trattamento di Ferrara (che pure lo aveva impiegato più spesso rispetto a Zaccheroni) e la cessione al Parma in prestito e poi in comproprietà.

Quello che ci sentiamo di dire è quello che speravamo nel 2006 dopo lo tsunami Calciopoli: spazio alla Juve giovane, a chi sente davvero la maglia. Tipo Marchisio, tipo Palladino (anche lui bruciato da Ranieri), tipo lo stesso De Ceglie che con Conte ha dato l’anima e anche qualità. Perché no Giovinco? A chiudere un cerchio ideale?

A noi interessa il bene della Juve, il riscatto della Juve e questo coincide esattamente con le idee di Giovinco. Speriamo venga accolto in modo stupendo, con tanto di applausi per la stagione che verrà. C’è davvero bisogno di tutti per ripetere una stagione, forse, irripetibile. A noi le sfide piacciono e un’altra freccia nell’arco di Conte è Giovinco. Forza Seba!

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