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Giovinco e la Juve: matrimonio a fine anno?

Sebastian Giovinco vanta 37 presenze con la maglia della Juve e 3 gol. Altri tempi.

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Esordì con Didier Deschamps in Serie B fornendo un assist stupendo a David Trezeguet. Al ritorno nel massimo campionato di calcio in Italia la società decise di mandarlo a Empoli per maturare. Agli ordini di Cagni stupì lo stivale con accelerazioni e giocate da urlo, ma occupando quasi stabilmente il ruolo di esterno sinistro.

Ranieri decise di riportarlo a Torino, ma di fatto lo escluse dall’essere protagonista. Poche presenze, un paio addirittura da vice Camoranesi e sonora bocciatura nonostante in un paio di partite avesse mostrato una classe immensa (a memoria ricordo Lecce e Chelsea). L’anno successivo Ferrara sembrava aver investito tanto nel talento del genio di Beinasco, ma ancora un nulla di fatto. Partenza sprint di tutta la Juve e poi il flop che ha inghiottito pure la Formica Atomica.

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A Parma la definitiva consacrazione. Primo anno super e anche questa stagione Giovinco sta confermando tutte le qualità del suo gioco. Seconda punta pura, vecchio stampo. Prandelli crede molto nella sua tecnica e in Nazionale sta trovando parecchio spazio. Voci di corridoio vogliono che Conte ha fatto di tutto per riportarlo a Torino, ma ormai i giochi erano fatti e quindi la Juve si dovrà accontentare di guardarlo in TV.

Già perché Conte avrebbe voluto allenarlo e presentarlo sull’esterno. Una sorta di Walcott all’italiana: agile e veloce, tecnico, abile nell’uno contro uno, in grado di garantire la superiorità numerica, un discreto numero di gol e assist a volontà. Il prototipo dell’esterno che più piace a Conte e che Marotta non è riuscito a trovare né in Krasic né in Elia.

Alla Domenica Sportiva Marotta ha però praticamente anticipato che la Juve sta seriamente pensando a Giovinco. Il prossimo anno non ci sarà più Del Piero a indossare la maglia numero 10 e possibilmente il numero passerà sulle spalle del piccolo talento bianconero. Potrebbe ricoprire il ruolo di seconda punta o di attaccante esterno, certo molto meno impegnato nella fase difensiva. A Conte, insomma, il compito di trovargli la giusta collocazione.

Seconda chance?

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