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Giovinco: il Man of the Match

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E alla seconda giornata sul sempre difficile, nonostante il periodo non proprio positivo, campo di Udine sbocciò il numero 12 bianconero. Con due gol, uno su respinta maldestra del portiere Padelli, il secondo con un destro ad incrociare sul palo lungo, ed un rigore guadagnato, Sebastian Giovinco trascina la Juventus al secondo successo in campionato, che proietta la squadra di Conte al posto che le compete: la testa della classifica.

Ma è la prestazione complessiva del talento di Beinasco a far ben sperare i tifosi juventini, anche quelli (come me) che all’inizio dubitavano dell’ex-trequartista, ormai seconda punta, cresciuto nella “cantera” bianconera.

Fino a quando è rimasto in campo (sostituito al minuto 74 da Fabio Quagliarella), Giovinco ha corso, dialogato con i compagni, in special modo con Vucinic, con il quale l’intesa migliora partita dopo partita, ed ha tentato più volte la conclusione, anche con azioni spettacolari. E il pensiero corre subito al minuto 50, quando Sebastian semina il panico nella difesa friulana e, dopo una sterzata per spiazzare il difensore Benatia, conclude di poco sopra la traversa. Sarebbe stato il gol della domenica…

La “cura” Conte sta dunque funzionando per ora. Il Mister ha praticamente imposto il ritorno di Sebastian a Torino e lui sta cominciando a ripagare la fiducia dell’allenatore Campione d’Italia. Giovinco ha ottenuto una maglia da titolare, costringendo Matri, il “goleador” della squadra, alla pachina. Ora spetta a lui continuare ad onorarla. La tecnica non si discute, questo è fuori dubbio. Giovinco deve solo continuare sulla strada intrapresa ad Udine: umilità e voglia di fare. Sempre, per tutti i minuti (e saranno tanti…) che Conte gli concederà.

La prova del fuoco per Seba sarà però Stamford Bridge: il 19 Settembre ci sarà l’esordio in Champions League, contro i campioni d’Europa del Chelsea. E sarà in quella notte che la Formica Atomica dovrà dimostrare la completa maturazione.

Ma se i presupposti sono quelli di ieri pomeriggio, forse non è nemmeno il caso di preoccuparsi: da giovane di belle speranze a Top Player, il passo può essere anche molto breve…

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