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Giù la maschera Juve: quali sono i piani?

Obbligare la società a svenarsi sarebbe ridicolo e anche piuttosto volgare. So bene qual è la situazione bianconera e chiedo miracoli né scelte azzardate alla mia società. Chiedo solo chiarezza, parole semplici, ma precise, ricche di significato.

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Piacerebbe pure a me acquistare Messi e Rooney, poi Puyol in difesa, magari Dani Alves sulla destra e Roberto Carlos a sinistra, ma per un verso o un per un altro sono tutti non acquistabili. E di soldi in cassa ce ne sono pochini.

Ma qual è la strategia, Mister Marotta?

Ho piena fiducia nel Direttore Generale e ancora di più in Andrea Agnelli. So bene, a differenza del passato, che ogni mossa è valutata e ponderata con intelligenza. E l’intelligenza suggerisce prudenza. Da qui all’estate la Juve è chiamata, oltre che a giocare partite fondamentali in campionato, a risistemare i conti e portare avanti un progetto di rinnovamento/rivoluzione cominciato a luglio.

Certo la sfortuna si è accanita in un modo francamente disgustoso. La Juve è affidata quasi interamente alle giocate di Aquilani e Quagliarella. Lo hanno dimostrato il campo e il tempo. Ora il secondo è stato spazzato via da un brutto infortunio. Conoscendo Andrea Agnelli non mi sento di mettere la mano sul fuoco su un suo pronto riscatto a giugno. Secondo me vorranno ancora valutare le condizioni dell’attaccante. E trovo che sia giusto.

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Ma il presente è parimenti importante al futuro. Occorre un sostituto di Quagliarella e non può certo essere Del Piero (per il quale servirebbe un erede, che oggi latita), figuriamoci Toni. Serve un colpo forte, ma non per far contenti i tifosi e scrivere qualche titolo in più sul giornale. Esattamente il contrario: per fornire alla rosa un elemento valido tanto quanto lo è stato Fabio Quagliarella. Uno che faccia gol, uno in grado di garantire le giocate (in manovra e in fase realizzativa) del napoletano.

Ho l’impressione che Toni sia la punta di peso che fin qui Amauri non è riuscito ad essere. E il brasiliano farà panchina, inesorabilmente, all’italiano 33enne. Quindi, ammesso che Iaquinta stia bene, ma le sue condizioni fisiche sono perennemente precarie e non ce lo possiamo permettere, occorre un altro innesto. Di qualità. Del Piero ha 36 anni e non gli si possono chiedere 6 mesi da urlo. Occorre, ripeto, un acquisto di qualità. In grado di dare la scossa alla squadra e contribuire a strappare i 3 punti domenica dopo domenica.

Ho paura che un po’ di treni siano già passati: Cassano al Milan (proprio il tipo di giocatore che oggi e ora, maledettamente, serve a Del Neri), Dzeko al City (per il quale conveniva svenarsi adesso per averlo a giugno), Pazzini inamovibile.

Restano pochi nomi. Tipo quel Giuseppe Rossi per il quale metterei la firma. Al di là dei nomi, l’affare Toni mette in dubbio il credo tattico. Adesso hai tre arieti, di cui uno soltanto è in grado di garantire ripartenze e velocità e cioè Iaquinta. Ma non riesce, Vincenzone, a giocare 3 partite di fila. E non è uno da 20 gol a campionato. Ti resta Del Piero in grado di mettere d’accordo centrocampo e attacco.

E allora? Marotta, che si fa? Parlate chiaro?

Il silenzio, tuttavia, è portatore di speranza. E’ arrivato Toni perché è una tipologia di attaccante che può trarre giovamento dalle fasce bianconere: Pepe e Krasic e lo stesso Marchisio e Grosso possono mettere dentro dei cross interessanti e sono oro colato per il gioco di Luca Toni. Inoltre è uno d’area, tipo Trezeguet. Già, che peccato averlo ceduto così in fretta. Vedremo, vedremo cosa riuscirà a fare Marotta. La fiducia rimane immutata. Non facciamo però l’errore di ascoltare il tifo, che poche volte ci azzecca. Piuttosto cerchiamo di capire cosa serve a Del Neri e chi è in grado di dare il cambio di marcia. Valutiamo bene tutto. Qualora ci fossero dubbi… restiamo come siamo e che sia Del Neri a trovare le soluzioni tattiche più opportune. Fra l’altro, è il suo mestiere. Buona fortuna a tutto il gruppo. Ce la meritiamo… un po’ di fortuna!

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