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Giustizia a orologeria: non crediamo alle coincidenze

Abete è Presidente della FIGC dal 2007, probabilmente il periodo più brutto per il calcio italiano. Che non abbia colpe non solo è improbabile, ma è anche abbastanza ridicolo pronunciarlo. Presenza politica pari allo zero, capacità di comprensione del calcio molto ridotte, quasi mai le sue dichiarazioni sono di grande impatto perché la fiera della banalità.

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Ieri sera ha dichiarato: “Non credo alla giustizia a orologeria”. Bene, vediamo.

Prima della conferenza stampa di Gigi Buffon, il portiere più forte del mondo degli ultimi 30 anni e senza dubbio uomo come pochi in un calcio fatto da mediocri (non vogliamo andarci giù pesante!), tutta l’attenzione era spostata su Conte. Sul quale si stanno ancora cercando riscontri. Ma spenti i microfoni ecco che i giornali si scatenano. Non facciamo fatica a notare come i giornali subito pronti allo scoop sono Repubblica e Gazzetta. Per via dei loro stupendi contatti con le Procure e la capacità di scrivere qualunque cosa sul giornale, anche cose false, o cose dettate da qualche latitante italiano (leggi Mensurati).

Non passano 24 ore che sulle prime pagine Buffon ci finisce per una scommessa da 1,5 milione di euro. Nel pomeriggio l’ANSA precisa che in realtà le scommesse sarebbero diverse, non una. Poi c’è il dettaglio, qualche ora più tardi, che in realtà la cifra è spalmata su assegni bancari (segno che Gigi voleva nascondersi!!!) inviati a una tabaccheria di Parma (covo della banda di Gigi Buffon, nuovo criminale italiano). E mentre l’Avvocato si affretta a spiegare che su Gigi non c’è un avviso di garanzia né risulta indagato, come confermerà la Procura di Torino, ecco che la Guardia di Finanza esegue il blitz presso la tabaccheria di Parma. Facciamo i migliori auguri per il commercio del titolare del negozio emiliano sperando non abbia, anche lui, la vita rovinata da questa assurda operazione.

E ancora c’è l’Avvocato che finalmente si espone in modo diretto e chiaro:

Il bonifico più cospicuo, risalente al 13 settembre 2010, riguarda l’acquisto di venti Rolex, che sono nella cassaforte di Gianluigi da mesi. Un acquisto compatibile con il suo reddito e che è scritto nella casuale del bonifico: cos’altro deve fare? Siamo in grado di dimostrare che ogni pagamento effettuato non riguarda le scommesse sportive.

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Ci chiediamo inoltre come mai tanta attenzione della GdF quando in giro c’è una evasione da combattere e di cui conosciamo nomi, cognomi e indirizzi, e nell’ambito del calcioscommesse ci sarebbero altri fatti da accertare e su cui indagare.

Per esempio ci chiediamo come mai questa tempestività non è stata esercitata quando c’era da indagare sulla vendita fittizia del marchio Inter o sulle continue plusvalenze fittizie di Galliani e Moratti ampiamente comprovate dai fatti, ma insabbiate da stampa e magistratura.

Resta perciò la domanda: “come si può affermare che non si tratti di giustizia a orologeria?”. Di Martino, che intanto non procede sul filone di Napoli, Inter e Milan nonostante le ordinanze e gli interrogatori degli zingari parlino di partite “sospette” (ci limitiamo a “sospette”), in pratica lo minaccia con un “se sa, parli”. La GdF entra in azione in meno di 12 ore. I giornali rispolverano vecchie carte del 2006 e spuntano fuori carte del 2011 per le quali la Procura di Torino si è già esposta mediaticamente.

Tutto questo ci fa pensare che i nomi di Conte e Buffon servono solamente, come nel 2006, a nascondere i veri fatti, le vere indagini. Riguardano ancora altre squadre, altri nomi. E intanto l’Italia può divertirsi a dimenticare il brutto di questo Paese potendo attaccare liberamente Conte e Buffon.

P.S.

Ci piacerebbe sapere cosa avessero pubblicato i giornali oggi se al posto di De Sanctis e Maggio ci fossero stati Buffon e uno juventino. Il 3-0 russo sarebbe stato spiegato con qualche teoria complottistica?

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