La Juve è al lavoro. Sul campo con Del Neri, dietro una scrivania con Marotta. O al cellulare, se preferite, tanto è uguale.

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La Juve è al lavoro perché c’è da completare una rosa e mettere a punto una stagione che sarà complicata, ma decisiva per il futuro prossimo dei bianconeri. Un altro fallimento non è contemplato e sancirebbe semplicemente la fine di 110 anni di storia. Fine sopraggiunta non per incapacità propria, ma per meriti (così vengono chiamati) altrui (tipo certi strani personaggi di Milano).

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Marotta ha fin qui svolto, non mi stancherò di ripeterlo, un lavoro eccezionale. Buoni acquisti (sebbene sia d’accordo, di concetto, col Direttore Moggi sulla qualità, non posso non tenere conto della base da cui partiva Marotta) e buone potenzialità, ottime idee sulla gestione di un team e grande carisma. Con la speranza che queste qualità rimangano immutate nel corso del tempo. E non sarà facile applicarle per dodici mesi.

Sono in corso di definizione le uscite di Trezeguet e Camoranesi. Quindi sarà la volta di Grygera, Zebina e Tiago. Sono personaggi, i primi due, che hanno dato tantissimo in questi anni. Ma per loro il tempo sembra proprio finito: i grandi giocatori passano, la Juve resta. Gli altri tre sono zavorre tecniche e che pesano in modo incredibile sul monte ingaggi. Pare infatti questo il principale problema di questa Juve: monte ingaggi elevato e budget ridotto all’osso.

Marotta ha parlato e ha svelato il vero obiettivo di mercato. Si tratta di Edin Dzeko, l’attaccante bosniaco per il quale, se dovessero mancare soldi, sarei pronto a mettere mano al portafogli. In realtà mi pare una copertura o una battuta troppo forte. Alla Juve mancherebbero soldi e opportunità. Su Diego si vuole investire, concedendo al brasiliano una seconda opportunità. La vera pedina di scambio sarebbe Felipe Melo (si torna a parlare di Clichy con l’Arsenal). L’unica possibilità di arrivare a Dzeko è quella di ridurre il monte ingaggi (9 milioni di euro lordi risparmiati con Trezeguet, altrettanti con Camoranesi, 5 con Tiago, 4 con Grygera e Zebina: a bilancio ci sarebbero almeno 15 milioni di euro da reinvestire). Piuttosto, con Krasic che si fa? La trattativa, eventuale, per il bosniaco non sarebbe banale, servirebbe molto molto tempo. E se la Juve dovesse fallire l’obiettivo? Krasic non sta ad aspettare e rischieremmo di rimanere con un pugno di mosche in mano.

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