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Gradiremmo risposte e rispetto

Come da titolo, le mie letture pomeridiane e di relax vertono ormai su politica e calcio. Blog, tanti blog e parecchie fonti soprattutto online. Non tocco nemmeno per scherzo, soltanto per curiosità, le prime pagine di alcuni grandi giornali italiani. Fra questi non rientra Tuttosport che per molti è fazioso e di parte. Come se la Cazzetta-Rosa invece fosse il paradiso dell’imparzialità. Posto ciò devo sottolineare un grande errore che Guido Vaciago commette nel suo editoriale di oggi, 14 Aprile 2010, proprio su Tuttosport. Dice Guido:

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Ma, infatti, nessuno sta chiedendo la retrocessione in B con 17 punti di penalizzazione e la revoca di due scudet ti vinti sul campo.

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L’errore è di concetto. I tifosi bianconeri, giacché la società sembra far parte di quel complotto, e credere al complotto appare un facile esercizio d’intelligenza, pure dignitoso, chiedono che alle concorrenti sia riservato lo stesso trattamento rispetto alla propria squadra. C’è un problema: noi non abbiamo potenti mezzi difensivi mass-mediali. Abbiamo solo la nostra passione e il nostro numero. Ma i numeri non servono a nulla, proprio sul campo la Juve lo ha dimostrato e anche bene.

Quello che i tifosi chiedono è pari trattamento: un evento mai avvenuto fino ad adesso. Trattati come criminali, privati del proprio sogno e distrutti anche sul piano dei beniamini adesso rivogliamo indietro la nostra dignità. La vogliamo indietro solo dal punto di vista istituzionale, benché questo non conti nulla. Benché, cioè, l’istituzione del calcio non conti nulla per come si è dimostrata in questi anni.

Dietro Moggi cosa c’è? Dietro il tentativo maldestro di far credere che Moggi e la Juve erano i soli colpevoli cosa c’è? Ecco, queste sono le nostre dolorose domande cui sapremmo anche dare una risposta ma la vorremmo, sinceramente, da chi ci ha distrutti. Gradiremmo, quanto meno, una risposta. Non vogliamo mandare in B nessuno per il nostro infausto desiderio di vendetta. Ma se B è stata per noi, B deve essere pure per chi ha causato ciò. Con l’aggravante di essersi imposti come paladini della liceità e della onestà. Caratteristiche evidentemente non proprie e palesemente incongruenti con la realtà. Ecco cosa chiediamo: rispetto! Un rispetto per la maglia, per i colori. Un rispetto, piaccia o non piaccia, per la storia del calcio italiano. Da ora in avanti conviene prendere in seria considerazione questo assunto. Da ora in avanti sarebbe buona cosa mettere davanti ai giudici non già il semplice nome Moggi, ma anche quello della Juve e della storia del calcio italiano. Per il bene dello stesso si attendono risposte. Stavolta gradiremmo risposte serie, sensate e provate.

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