Menu Chiudi

Ha ancora senso parlare di bandiere nel calcio?

Ero piccolo e tifavo Juve. Erano anni particolari, non brillantissimi per i bianconeri. Poi un lampo, di quelli accecanti, belli da vedere.

Advertisment

Nel ’94 la Triade appena insediatasi diede vita a un progetto entusiasmante e subito vincente. Venne ceduto Roberto Baggio, pallone d’oro nel ’93, per fare spazio a un giovanotto capellone, riccio e dalla struttura fisica leggera. Alessandro Del Piero si chiamava. Oggi si chiama ancora Alessandro Del Piero ed è entrato nella storia del calcio a furia di giocate, gol, presenze e prestazioni. E’ la bandiera assoluta e in assoluto di questa Juve e, con molta probabilità, della Juve che sarà. Forse, visto che Maldini ha appeso le scarpette al chiodo, è l’unica vera immensa grande bandiera rimasta. Il calcio non riesce più a offrire queste figure.

L’ultimo pensiero mi è venuto spontaneo leggendo questo pezzo a firma Tuttosport:

È Leonardo il prescelto di Moratti. Ad ore la risoluzione del contratto con Benitez. Secondo quanto risulta a Tuttosport l’ex tecnico del Milan, da sempre nelle simpatie di Moratti, è l’uomo scelto per guidare i nerazzurri da gennaio.

Advertisment

Non credo sia vero e se lo fosse non riesco proprio a trovare un punto di equilibrio fra la notizia e la realtà.

Leonardo, ex giocatore rossonero, ex dirigente rossonero e ex allenatore rossonero, accetterebbe la Seconda Squadra di Milano senza alcun problema di crisi d’identità. O crisi di coscienza? Proprio l’Atalanta di Milano che anni fa sputò letteralmente sul Mondiale del Milan definendolo Coppa dell’Amicizia salvo poi comprare quel trofeo e piangere in modo ridicolo per l’ennesima coppetta di cartone vinta e stravinta?

P.S.

Oggi, per evitarmi querele e processi, eviterò di parlare dell’ennesima farsa di riapertura blanda di Calciopoli. Le soluzioni possibili sono due: o si chiude tutta la vicenda o si mette dietro la sbarra qualcuno. E questo qualcuno non ha avuto a che fare con la Juve.

Advertisment