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I giornali bocciano la Juve. Mi consola

E’ importante che certi giornalisti, o pseudo-tali, abbiano dato voti negativi a Marotta e Agnelli. A leggere i pezzi e a cercare di capire le ragioni dei loro ragionamenti, frutto pure dell’esperienza di questi quattro anni, ne viene fuori che il lavoro di Beppe e Andrea è positivo e costruttivo.

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Da quanto tempo si dice che bisogna puntare sui giovani, farli crescere e giocare? Da tanto tempo eppure quando ciò accade la stampa improvvisamente cambia opinione, a sbattere per terra una coerenza francamente inesistente. E’ il caso di una Juve che ha deciso di puntare su Bonucci (meno di 23 anni), su Lanzafame (23 anni), su Chiellini (25 anni), su Diego (25 anni), su De Ceglie (22 anni), su Marchisio (24 anni), su Sissoko (24 anni), su Motta (23 anni). Per certi analisti del calcio (stava per scapparmi la parolaccia) è un mercato errato, troppa inesperienza e poca concretezza. Sarà.

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Da quanto tempo si urla ai quattro venti che bisogna investire sull’italiano e sull’italianità? Il flop azzurro ha scosso le anime, ma anche qui la musica cambia se si parla di Juve. Posto che svendere Diego sarebbe una follia, che a Sissoko non si può rinunciare, che Martinez è una scelta di Del Neri, che Trezeguet non si discute, che Manninger c’era già, che Felipe Melo è recuperabile e che Krasic piace e serve così come Dzeko, la Juve ha scelto una difesa tutta italiana (sperando che a sinistra si possa parlare tedesco) con De Ceglie, Chiellini, Bonucci e Motta, ha puntato su Marchisio e Lanzafame e Pepe e sta valutando gli stranieri. Applauso a Marotta prego. Simili scelte mi rendono felice. Che bello sarebbe poter godere di una Nazionale completamente bianconera (e, a dirla tutta, il sogno non è così irrealizzabile visto quello che c’è in giro per la Serie A). E’ come se si creasse ancora più identità nazionale. Almeno questa è la mia sensazione. Che non significa razzismo o odio verso lo straniero – io che adoro Sissoko alla follia e spero nel recupero pronto di Melo e Diego, io che volevo farmi adottare da Paolone Montero e che non credo di aver amato un giocatore più di Davids – ma amor patrio. La Juve è un club italiano, fornire giocatori italiani alla Nazionale è un piacere infinito.

Da quanto tempo si parla di calcio etico, di finanza ragionata nel mondo del calcio? Da tanto tempo, ma anche qui certi giornalacci, tipo quello color maiale, fanno a cazzotti con la matematica. Le cifre della Juve sono corrette. Per il difensore che prenderà il posto di Capitan Cannavaro in Nazionale si sono spesi circa 15 milioni di euro, che poi in realtà ne sono stati sborsati poco meno di 5. Prezzo giusto per Pepe, arrivato con 1,5 milioni in contanti e 8,5 da saldare in tre anni esercitando il diritto di riscatto nella sessione 2011/2012. Altrettanto giusti i 5 milioni di euro, sempre in tre anni, pagati per Motta, Capitano dell’Under 21 ed elemento prezioso nello scacchiere di Del Neri. Un po’ altina la valutazione di Martinez, ma nulla a che vedere con i 25 milioni di euro spesi per Melo lo scorso anno da quel geniaccio di Alessio Secco. Mentre il giornalino color maiale si è dimenticato di annotare la minusvalenza riferita a Quaresma (32 milioni di euro pagato, 7,5 venduto) e quasi i mille miliardi spesi a rincorrere i vari Vampeta, Rambert, Ze Elias, West e chi più ne ha più ne metta. Un solo giocatore poteva far saltare il banco di Marotta: Edin Dzeko. Offerta rifiutata, ma oltre quella cifra, ipotizzata, proprio non si può e NON si deve andare. Beppe, io sto con te!

Leggere scetticismo sui blog e sui giornali mi consola. Gente che ha mandato in pensione il cervello che prova ad analizzare gioco e rosa dei bianconeri, a dare un 5,5 come voto finale, a ipotizzare un quinto posto, forse un quarto posto. Beh, sono ampiamente soddisfatto. Ricordo troppo bene i titoloni e le analisi di appena un anno fa per non essere soddisfatto. Finalmente, anche sui giornali, è tornata la mia Juve. Grazie Beppe!

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