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I segreti di Marotta: su Conte, sul mercato, su Del Piero

Attesissima l’intervista di Tuttosport a Beppe Marotta. Domande tese a scoprire che Juve sarà quella darà l’assalto al calcio nel prossimo agosto. Sarà l’inizio del terzo anno di Marotta e Andrea Agnelli, cioè il tempo necessario per preparare il terreno (con Del Neri), cominciare a costruire (con Conte), raccogliere (sempre con Conte, ovvio!).

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Tanti i punti importanti toccati dal quotidiano piemontese. Molte risposte sono in realtà scontate.

  • l’avevamo detto, rispondendo a una bufala sempre di Tuttosport, che Conte non si sarebbe mosso dalla Juve. E Marotta, semmai ce ne fosse bisogno, carica la dose di ottimismo e, anzi, dà certezza che il futuro Juve si chiama Antonio Conte. E’ lui che guiderà il mercato, con Marotta che tenterà di accontentarlo e Andrea Agnelli è chiamato a spronare la Famiglia a scucire qualche soldo per rendere il sogno realtà;
  • tanti dubbi su Gigi Buffon. Non sulla classe e sul valore assoluto, non siamo così scemi, piuttosto sulla voglia di spendersi ancora per la causa Juve. Con Conte ha ritrovato l’entusiasmo che lo ha riportato velocemente sul trono del mondo. Non ha rivali e la Juve se lo tiene stretto, anche per uno spessore umano difficilmente rintracciabile in altri giocatori. Detto diversamente: Gigi resta alla Juve e resterà alla Juve fin quando lo vorrà. Nel frattempo Marotta ha messo le mani su Leali, giovanissimo portiere del Brescia di cui si dice un gran bene. A proposito, val la pena sottolinearlo, dell’immenso lavoro di Paratici sui giovani. Non se ne parla mai abbastanza;
  • che tipo di calciomercato sarà? Il primo, intendendo quello di Marotta, era basato su “fare presto, farei in fretta” e la fretta è cattiva consigliera. Arrivarono tanti giocatori, ma pochi furono realmente azzeccati. Quest’anno già si sono viste alcune mosse di assoluto valore: citiamo solamente Lichtsteiner, Vucinic, Pirlo e Vidal. Il prossimo sarà all’insegna della qualità: arriveranno pochissimi giocatori, ma di assoluto livello. E’ la logica che lo impone;
  • sugli arbitraggi l’amministratore bianconero è stato chiaro: la Juve sta pagando, ancora e senza motivo, una condizione di libertà che non tutte le società hanno in questo momento. Non siamo ostaggio di nessuno, tanto meno di questa indegna Federazione che ha spaccato il calcio italiano. Si va avanti nella difesa dei nostri colori e della nostra storia, ma per fare ciò il Palazzo risponde nei modi che abbiamo già visto e che condizionano pesantemente la classifica;
  • Del Piero? “E’ un argomento di cui si parla troppo: il nostro Presidente è stato chiaro”. Punto… e basta.
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