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Ibra sì, Ibra no

Ibra sí, Ibra no. Il tormentone che ci accompagnerá da qui fino a fine mercato, se non accade nulla prima. E se Ibra, che tipo di sacrificio bisognerebbe fare? Vidal? Pogba? Suvvia, non scherziamo.

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Conte non permetterebbe mai la partenza di un pezzo da 90, specie se scelto fra questi due nomi. Piuttosto é ovvio pensare a una partenza di Matri e Quagliarella, e un paio di giovanotti spediti in provincia.

Ma torniamo a Ibra. Perché no e perché sí?

No: é un mercenario. Vero, tremendamente vero. Solo che contro la Juve non ha mai detto nulla e di questo bisogna prenderne atto, indipendentemente se verrá o meno. Piú mercenario di lui chi lo vendette a Moratti nel 2006.

No: non ha peso internazionale. Non solo é vero, ma é un grosso limite. Ma Conte puó essere un fattore abilitante.

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No: é vecchio. Beata vecchiaia se dovesse mantenere il trend di prestazioni degli ultimi anni.

No: guadagna troppo. Unico intoppo a una trattativa complessa, ma fattibile.

Sí: con Conte diventerebbe ulteriore fenomeno, visto che il tecnico leccese trasforma in oro tutto quello che tocca. Nei moduli si inserirebbe a meraviglia e specialmente i centrocampisti ne beneficerebbero.

Sí: con Ibra il campionato sarebbe chiuso da febbraio.

Sí: con Ibra chiuderemmo un cerchio storico, come tornare nel 2006, prima del colpo di stato di Moratti e Galliani.

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