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Idiozia Lazio: a cosa serviva il far west finale?

Mancano 17 secondi, l’Udinese comanda 1-0 perché ha comandato per 90 e passa minuti. Lazio in netto calo: psicologico, tecnico, fisico. Da un terzo posto in tasca, la tasca ora è bucata e il terzo posto è appannaggio degli altri.

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Mancano 17 secondi e dagli spalti parte un fischio, forse due, forse anche tre. L’Udinese è lanciata in attacco, palla scaraventata e Marchetti, fuori dall’area, è già steso a terra. Il laterale friulano continua la corsa mentre i laziali si fermano. Il laterale continua la corsa e la mette dentro a porta sguarnita. La resa, nel mondo del calcio, non è contemplata, né giustificabile.

Gol, sarebbe il 2-0, è il 2-0, ma la Lazio non ci sta.

La domanda, e non c’è verso di eluderla, è la seguente: a che serve il parapiglia finale?

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Di sicuro serve a Napoli e Inter che beneficeranno delle squalifiche, inevitabili, cui andranno incontro alcuni giocatori biancocelesti. Ma la domanda deve avere una risposta.

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

Udinese-Lazio finisce in rissa: perché?

La partita è finita, in realtà per la Lazio mai cominciata. 1-0 o 2-0, per un errore che è tutto della Lazio, perché abbassare la guardia o mollare prima che l’arbitro ha fischiato è assurdo. Che colpa ne ha il laterale friulano che ha semplicemente fatto il suo dovere? Doveva forse fermarsi perché qualcuno ha mollato la presa e si è disteso per terra?

Quante volte è capitato di sentire fischi dagli spalti? In un derby, con Ancelotti in panchina, il Milan di Ronaldo venne letteralmente ricoperto di fischietti nerazzurri: i tifosi si erano organizzati proprio per tirare uno scherzo al Fenomeno traditore. Capitò solo una volta che Ronaldo si fermò mimando poi il gesto “ho sentito il fischio”. Ma questa è più una burla, ma fermarsi e voler far pagare un proprio errore, oltre che un’intera partita meritatamente persa, a un arbitro che non ha influito per nulla sul risultato finale è da vigliacchi.

E in un colpo solo la Lazio rischia di dire addio a tante cose: al terzo posto, a diversi giocatori che beccheranno 1 o 2 giornate di qualifica, non bastassero le assenze pesanti, e sicuramente rinuncia a dare alla Nazionale un proprio giocatore. Perché quello che combina Marchetti nel finale è da brividi: si beccherà almeno 5 giornate di squalifica e Prandelli dovrebbe non convocarlo. Questione di coerenza e correttezza.

 

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