Andrea Agnelli e Beppe Marotta. La Juve, e il destino dei bianconeri, è legata indissolubilmente a questi due nomi e questi due personaggi. Di fondamentale impatto il ruolo e il lavoro svolto dal Direttore Generale. Carisma e personalità vincente invece sono le caratteristiche del Presidente.

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La Juve che fin qui si è espressa in campionato è più che soddisfacente. Certo non è ancora Juve a tutti gli effetti. Manca qualcosa a livello qualitativo, un po’ in tutti i reparti. E si fa pressante il dubbio circa il futuro di Alessandro Del Piero, sulle cui doti tecniche non si discute, ma la carta d’identità rischia di pesare come un macigno. Macigno che la Juve non può evidentemente sopportare. Almeno, non più di tanto.

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La rosa attuale presenta dei nomi importanti, su cui costruire il futuro vista la giovane età, oltre ovviamente il talento. Da Chiellini a Bonucci, da Aquilani a Melo, da Marchisio a Quagliarella.

Proprio oggi Tuttosport pubblica un articolo da prendere però con le molle. L’argomento è il solito bosniaco Dzeko, attaccante presente nei sogni bianconeri ormai da quest’estate. Se il ManCity si è mosso davvero, allora sarà dura scalzare lo sceicco. Soldi e potere, potere e soldi. Contro il fascino bianconero ripristinato con l’avvento di Andrea Agnelli. Chi la spunterà?

Ma soprattutto, quali sono le alternative e i nomi di gennaio? Si è fatto quello di Poli della Samp, pupillo di Del Neri e non sarebbe male vederlo a Torino. Così come non sarebbe male provare Cigarini, su cui però nutro un po’ di perplessità. Chiaramente solo se parte Sissoko. Non vedo e non sento alcun nome per le fasce laterali: non so se è una buona cosa o l’attesa di De Ceglie e Martinez costringerà a non fare interventi in quelle zone del campo. E non sono, infine, soddisfatto per i nomi che si fanno per la difesa: di un livello troppo assai inferiore rispetto ai titolari. Meglio tenersi fino a giugno Legrottaglie e poi rinnovare.

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