Nel giorno della rielezione di Abete alla presidenza FIGC (candidato unico, quindi grande incertezza…), si può dire che il 2013, nonostante sia iniziato da soli 14 giorni, ha già dato belle soddisfazioni dal punto di vista calcistico. Da dove iniziamo? Dall’amichevole Pro Patria – Milan, nella quale un gruppo di idioti ha suscitato le ire del buon Boateng, bersaglio di “buu” razzisti. Immediata la reazione dei compagni, che hanno deciso di abbandonare il campo, tra lo stupore e gli applausi della tifoseria, quella fatta di veri tifosi. Unanime la condanna di stampa e tv, salvo poi fare scena muta quando, tre giorni dopo, in Lazio-Cagliari, si sono sentiti gli stessi rumori contro Ibarbo, calciatore di colore del Cagliari. Capitani e arbitro si parlano, ma la gara prosegue. E’ logico, ci sono contratti da rispettare, su tutti quelle delle tv. Una prima vittoria allora, bravi.

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Bella anche la polemica montata ad arte da pseudogiornalisti che hanno venduto a bizzeffe grazie al fatto che hanno storpiato una frase normalissima di Marchisio, che aveva parlato di Napoli come squadra antipatica, calcisticamente parlando: era chiaro l’intento di sottolineare la grande rivalità che si è avuta negli ultimi anni. Ma qualcuno ha cambiato la parola “antipatia” in “odio”: le conseguenze sono immaginabili. Addirittura la società calcio Napoli che emette un comunicato, parlando di grave offesa; scende in campo anche il sindaco De Magistris, che parla di invidia verso la città di Napoli (cosa c’entri la città ancora non ho capito); senza tener conto della rabbia che alcuni tifosi hanno poi manifestato nei confronti dello stesso giocatore. Conte e Mazzarri invece hanno capito il senso, le Iene ci hanno fatto un bellissimo servizio ironico e Maggio ha spento ogni residua polemica vergognandosi per le parole offensive che molti hanno indirizzato a Marchisio. Risultato: leggere i giornali a volte fa male.

L’ultima mia riflessione va al gol viziato da un fallo di mano che ha permesso alla Lazio di sbloccare la gara contro l’Atalanta e mantenere così la seconda posizione in classifica. La Gazzetta, che all’epoca dei fatti di Catania-Juve aveva esternato profonda indignazione, parlando di campionato falsato, oggi invece si chiede dov’è finita la Juve, spostando l’attenzione sul momento no dei bianconeri. Addirittura il Corriere dello Sport parla di campionato bellissimo, riaperto, giustamente. Solidarietà alla Lazio, vittima di quest’aggressione mediatica per un gol che il fato ha voluto regalarle. Calmi eh, uno alla volta…

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